Riscaldamenti ko e lezioni al gelo alla scuola Falcone,

Andrea Ripa,  

Riscaldamenti ko e lezioni al gelo alla scuola Falcone,

L’impianto di riscaldamento della scuola media Giovanni Falcone funziona poco e male. In alcune classi gli studenti fanno lezione tenendo il giubbotto sulle spalle, mentre dai termosifoni non arriva un filo d’aria calda. Lezioni al freddo finite al centro delle polemiche, prima da parte di alcuni genitori – pronti a denunciare le condizioni in cui i propri figli sono costretti a studiare – e poi da parte dei consiglieri. «I termosifoni sono inspiegabilmente spenti, i nostri bambini studiano con i cappotti e poi con le finestre aperte a causa del Covid. Chi deve tutelarli?», si chiedono alcune mamme preoccupate per lo stato in cui decine di alunni sono costretti a far lezione. Domande rivolte anche ai vertici dell’amministrazione comunale, sono stati proprio i fedelissimi del primo cittadino Maurizio Falanga a rassicurare le famiglie che il «problema sarebbe stato a breve risolto». Ad oggi ancora nessuna comunicazione in merito, mentre i malumori serpeggiati nei giorni scorsi sono arrivati anche all’orecchio dei politici di opposizione. Infatti dopo le richieste di interventi da parte dei genitori, la questione non poteva non infiammare lo scontro politico. Nei giorni scorsi erano stati i consiglieri del centrosinistra a tornare sulla questione della Falcone. Al timone del battaglione delle polemiche il leader dem Michele Cangianiello, supportato dai consiglieri Giuseppe Annunziata, Maria Stefania Franco, Nicola Guerrasio, Rossella Vorraro e Nicola Salvati. Nel mirino i 260mila euro che il governo centrale ha assegnato per i lavori all’istituto cittadino e che sarebbero stati impiegati con forte ritardo dall’amministrazione Falanga. «C’è un malfunzionamento del sistema di riscaldamento della Scuola Media Falcone. Da circa un anno, lo Stato ha assegnato alle amministrazioni locali i fondi per sostituire interamente il vecchio impianto. Il totale a disposizione per la Scuola Falcone è di 260mila euro. In linea con i colpevoli ritardi ai quali questa amministrazione ci ha abituati, solo a settembre si è proceduto all’affidamento del lavoro. – l’affondo delle forze di minoranza – Ad oggi nessuna notizia sull’andamento e il completamento dei lavori. Rimane il fatto, gravissimo, che i nostri ragazzi sono esposti al freddo, con l’aggravante che in un periodo così delicato, in piena quarta ondata Covid, andrebbero protetti da qualsiasi rischio di ammalarsi anche per via di un semplice raffreddore. Una premura che evidentemente non riguarda da vicino chi dovrebbe intervenire subito».

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