Castellammare. Faida sventata dagli arresti, tre clan contro i Cesarano

Tiziano Valle,  

Castellammare. Faida sventata dagli arresti, tre clan contro i Cesarano

Tre gruppi criminali negli ultimi anni hanno provato a sganciarsi dal clan Cesarano di Ponte Persica e a fare affari autonomi spesso arrivando a controllare un solo quartiere di Castellammare di Stabia. La banda messa su da Antonio Maragas e Giovanni Grimaldi Lambiase nel rione Cmi, il gruppo di Raffaele Polito e Silverio Onorato nel quartiere Moscarella, e il clan Matrone di Scafati (da vecchi alleati, a nemici giurati), guidato dal boss Giuseppe Buonocore, genero di franchino ‘a belva, hanno avuto contrasti più o meno carichi di tensione con la cosca fondata dal padrino Ferdinando Cesarano.

La ricostruzione che viene fuori dalle pagine delle ultime inchieste dell’Antimafia è quella di tensioni della criminalità organizzata, che avrebbero potuto aprire una nuova stagione di sangue nella periferia a nord di Castellammare di Stabia. Solo gli arresti e i sequestri messi a segno dalle forze dell’ordine hanno spento il fuoco che covava sotto la cenere.

Volendo andare in ordine cronologico, i primi sussulti cominciano a Scafati, non molto lontano dalla città stabiese, quando il clan Cesarano allora guidato da Luigi Di Martino, alias ‘o profeta, secondo l’Antimafia, mette a segno un paio di attentati contro Giuseppe Buonocore, reggente della cosca dei Matrone. In ballo c’è la gestione degli affari illeciti a Scafati, dove il boss Di Martino ha stretto un’alleanza con i Loreto-Ridosso. Bar incendiati e spari contro le abitazioni di alcuni pregiudicati seminano il terrore tra cittadini e imprenditori, e alla fine solo gli arresti messi a segno dall’Antimafia riescono a fermare l’escalation di violenza.

E’ Vincenzo Cesarano, alias ‘o mussone, che prende il comando del clan di Ponte Persica dopo l’arresto di Di Martino a riprendere i contatti con la cosca dei Matrone, che torna a controllare gli affari illeciti su Scafati pur versando una quota ai vecchi alleati.

Vincenzo Cesarano, però, secondo quanto raccontano le pagine dell’inchiesta sul Terzo Sistema, non riesce a convincere la nuova banda di Moscarella a unirsi al clan di Ponte Persica. Nonostante Silverio Onorato sia il figlio di Michele ‘o pimontese, storico affiliato dei Cesarano, la sua intenzione è quella di far crescere un gruppo autonomo messo in piedi con l’amico Raffaele Polito. Una conferma arriva dal sequestro di kalashnikov e pistole che viene fatto proprio a Moscarella nel 2017. In quel momento, secondo gli investigatori, la banda armata stava cercando di mettere insieme quante più armi possibili per tentare la scalata criminale nella periferia nord di Castellammare, proprio la zona controllata dai Cesarano. Anche quel piano viene arginato dall’attività repressiva delle forze dell’ordine, che poi sono riusciti ad arrestare i componenti del nuovo gruppo.

L’ultimo, ma non meno importante, sussulto arriva nel 2019, quando Antonio Maragas e Giovanni Grimaldi Lambiase, due vecchi affiliati al clan Cesarano, decidono di mettersi in proprio nel rione Cmi, con spaccio di droga ed estorsioni. Proprio le pressanti richieste di pizzo a decine di attività commerciali della periferia nord di Castellammare attirano l’attenzione delle forze dell’ordine che riescono ad arrestarli, fermando sul nascere un possibile scontro tra clan.

CRONACA