Castellammare. Reddito di cittadinanza, via alle indagini su 500 furbetti

Tiziano Valle,  

Castellammare. Reddito di cittadinanza, via alle indagini su 500 furbetti

Ci sono persone che lavorano in nero, parenti di camorristi, pregiudicati anche per reati gravi e persino gente che gestisce imprese, tra i beneficiari del reddito di cittadinanza a Castellammare di Stabia. Un elenco di poco meno di 500 persone, su un totale di oltre 3.000 percettori sul quale ora si sta concentrando l’attività delle forze dell’ordine. Gli accertamenti sono stati avviati poche settimane fa e si completeranno all’inizio del prossimo anno. L’obiettivo è quello risalire ai furbetti che finiscono per danneggiare anche chi ha davvero necessità del sussidio per andare avanti in modo dignitoso.A metà novembre sono stati acquisiti gli elenchi dei percettori del reddito di cittadinanza nella città stabiese e dopo una prima scrematura, dovuta evidentemente all’incrocio con i nominativi presenti nelle banche dati delle forze dell’ordine, l’attenzione si è concentrata su 500 beneficiari che hanno presentato domanda nel corso del 2020.A balzare all’occhio, in prima istanza, sono stati i nomi di parenti di esponenti della criminalità organizzata, che hanno anche condanne passate in giudicato, ed evidentemente hanno presentato false autocertificazioni per ottenere il sussidio.

C’è anche il caso di persone che invece sono state sorprese nel corso dello scorso anno a lavorare in nero in alcune attività del territorio e risultano inserite nell’elenco delle persone che percepiscono il reddito di cittadinanza. Inoltre, tra i beneficiari del sussidio risulterebbero anche mariti e mogli di persone che gestiscono attività commerciali sul territorio. Tutte posizioni che ora sono al vaglio delle forze dell’ordine.In discussione chiaramente non c’è l’importanza di un sussidio che garantisce a tante famiglie di andare avanti in modo più dignitoso, a causa di problemi economici che nella maggior parte dei casi dipendono dalla difficoltà di trovare un posto di lavoro stabile. Non a caso a Castellammare sono circa 3.000 i beneficiari del reddito di cittadinanza e le richieste sono aumentate anche a causa della pandemia, che ha messo in ginocchio soprattutto i precari e chi lavorava in modo saltuario.Proprio per tutelare queste persone, però, è necessario stanare i furbetti che incassano il sussidio senza averne alcun diritto. E già le precedenti indagini di questo tipo hanno dimostrato come anche a Castellammare è fondamentale alzare il livello dei controlli. Negli ultimi mesi, grazie al lavoro delle forze dell’ordine, si è riuscito a scoprire che anche spacciatori, affiliati al clan D’Alessandro, datterai e lavoratori a nero incassassero il sussidio. Tutte persone che sono state denunciate per truffa ai danni dello Stato. Il vero problema, secondo fonti investigative, sarebbe però quello di recuperare le somme che questi soggetti hanno incassato in modo indebito, perché nella maggior parte dei casi i furbetti – soprattutto quelli legati alla criminalità organizzata – riescono a occultare i loro beni.

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