Claudia, la prima bimba vaccinata a Torre Annunziata: «Ora torno a giocare senza paura»

Giovanna Salvati,  

Claudia, la prima bimba vaccinata a Torre Annunziata: «Ora torno a giocare senza paura»

Claudia stringe forte la mano di mamma Erminia mentre varca la soglia del centro vaccinale di piazza Ernesto Cesaro. I suoi occhioni azzurri scrutano i camici bianchi che l’accolgono con un sorriso. Il suo sguardo si incrocia con una delle infermiere che le sussurra: «Eccola, una bimba coraggiosa». Claudia sorride e senza pensarci nemmeno due volte, con schiettezza risponde: «Non sono coraggiosa, voglio solo tornare a giocare con i miei amici senza paura che il mostro cattivo ci faccia ammalare». Sono le 15,30 e quell’orario sarà stampato per sempre nella mente degli operatori sanitari, ma anche della piccola Claudia Sparavigna che è stata la prima bambina di Torre Annunziata, ad appena otto anni, a vaccinarsi. Una decisione presa da mamma Erminia e dal papà, anche loro vaccinati già con la terza dose come il fratellino di Claudia, 12 anni, anche lui già sottoposto ad entrambe le vaccinazioni. «Non ci siamo convinti, non ne avevamo bisogno – racconta  Erminia – Abbiamo deciso di affidarci alla scienza, senza nemmeno pensarci due volte. Amo mia figlia e proprio per questo ho deciso di proteggerla, senza nemmeno pensare alla paura. Ovviamente ci siamo prima informati con dei medici specialisti del secondo Policlinico di Napoli che hanno risposto a tutte le nostre perplessità e domande, perché è naturale averne». Claudia ha iniziato un percorso di preparazione grazie al pediatra che ha informato la famiglia e l’ha guidata nel percorso: «Perché dovevo avere paura? Il vaccino serve a farci stare bene, noi bambini ora siamo quelli più esposti e poi io voglio tornare a stare in classe senza mascherina, ad abbracciare le mie amiche senza paura che possa venirci la febbre, stare male». Claudia ha spento la sua ottava candelina appena dieci giorni fa, ma la sua maturità e la consapevolezza di quanto sia importante vaccinarsi dimostrano il contesto in cui è cresciuta e vive: «Spero che altri bambini come me si facciano accompagnare presto a vaccinarsi, non possiamo pensare di tornare a rinchiuderci in casa». E ancora: «Non mi sono nemmeno accorta che mi avevano fatto la puntura, è durata un secondo e non mi sono nemmeno fatta male – scherza – Io ho paura degli aghi ma non mi sono davvero accorta di nulla» sorride. «I medici mi hanno detto che poteva salirmi la febbre e invece non ho avuto nessuna reazione, sono stata a casa con la mia famiglia a giocare e scegliere il regalo da chiedere a Babbo Natale, mi faceva solo male un po’ il braccio dove mi hanno fatto la puntura». I suoi occhi che si incrociano con l’infermiera vaccinatrice diventano un manifesto pubblico, una foto che diventa un appello alla salute ad invitare a vaccinarsi. Intanto le vaccinazioni continueranno nei prossimi giorni con un percorso pediatrico predefinito fissato per il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 15 alle 20 proprio per i bambini. «Il nostro centro è stato attrezzato per rispondere a qualsiasi emergenza. Abbiamo investito anche sull’accoglienza ai bambini al fine di rendere più confortevole e senz’altro meno traumatico l’evento. Abbiamo avuto un’ottima risposa e siamo fiduciosi che il tasso dei vaccinati aumenterà col tempo. Noi, come pediatri, faremo la nostra parte. Faremo informazione soprattutto tra i genitori. I più coraggiosi, me lo lasci dire, sono proprio i bambini» conclude Aniello Federico, pediatra e coordinatore delle vaccinazioni nella fascia d’età dai 5 agli 11 anni.

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