Covid: 24.259 positivi e 97 morti. In Campania oltre 2mila contagi

Redazione,  

Covid: 24.259 positivi e 97 morti. In Campania oltre 2mila contagi

Sono 24.259 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 28.064. Sono invece 97 le vittime in un giorno, ieri erano state 123.  Sono 362.275 gli attualmente positivi al Covid in Italia, secondo i dati del ministero della salute, 14.803 in più rispetto a ieri. Dall’inizio della pandemia i casi totali sono 5.389.155, i morti 135.641. I dimessi e i guariti sono invece 4.891.239, con un incremento di 9.403 rispetto a ieri.

In Campania oltre 2mila positivi

Ancora, alto, in Campania, il numero dei casi positivi al Covid e aumenta l’indice di contagio. Nelle ultime 24 ore, secondo il Bollettino dell’Unità di crisi della Regione Campania sono 2.006 i positivi su 38.324 test esaminati. Se ieri l’indice di contagio era pari al 5,19%, oggi sale al 5,23%. Una persona è morta nelle ultime 48 ore; 1 deceduto in precedenza ma registrato ieri. Negli ospedali la situazione resta stabile nei reparti di terapia intensiva con 31 posti letto occupati; in degenza lieve aumento di ricoveri che salgono a 423 (+5 rispetto a ieri).

Ipotesi 50mila casi dopo feste Natale

“Temo che siano verosimili i modelli che ipotizzano 50mila casi dopo le festività natalizie”. Lo afferma il virologo Fabrizio Pregliasco ai microfoni di ‘Notizie.com’. “Purtroppo la variante Omicron è arrivata in Italia – ha affermato Pregliasco, direttore sanitario del Galeazzi di Milano – e io temo che siano verosimili i modelli che portano a 50mila casi dopo le festività natalizie. Questo potrà rendere necessario mettere in campo misure da realizzare progressivamente così da evitare di prendere decisioni pesanti in futuro. Bisogna pianificare interventi per poter arginare la diffusione come tampone, Green Pass per lavorare, stop agli eventi di Capodanno, lockdown mirati e coprifuoco”.

A fronte di tutto questo, il vaccino “è un’arma fondamentale. E’ un cardine – ha spiegato – che ci salva da effetti più pesanti, ma la diffusione nel virus, nei bambini, nei guariti o nelle persone che hanno fatto la seconda dose ormai diverso tempo fa potrebbe portare ad adottare misure di buon senso per riuscire a convivere con il virus”. Pregliasco ha anche commentato la possibilità di una riduzione della durata del Green Pass da 9 a 5 mesi: “Si tratta di uno dei tanti giri di vite che dobbiamo valutare come opzione. Magari bisognerà fare altre vaccinazione ai più fragili”.

Verso il +70% di ricoveri in più nelle intensive in 3 settimane

In base all’attuale trend dei contagi e dei ricoveri, “nelle prossime 2-3 settimane ci aspettiamo un aumento del 70% dei posti letto occupati in intensiva da malati Covid, raggiungendo così circa 1700 pazienti ricoverati nelle terapie intensive”. Lo afferma Alessandro Vergallo, presidente dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani (Aaroi-Emac). Oggi, rileva, i posti in intensiva “sono 9mila, ma non tutti effettivi, e ne sono occupati circa mille. Ma è irrealistico pensare di poterne aumentare il numero ulteriormente perchè mancano i medici.Non è questa la soluzione,non si può spremere ancora il sistema”.

Al momento, ha spiegato Vergallo, “abbiamo un andamento dei contagi che è esponenziale mentre i ricoveri sono caratterizzati da un andamento lineare, e ciò dimostra l’efficacia dei vaccini. Va dunque implementata la campagna vaccinale ma, al contempo, vanno rafforzate le misure di contenimento sociale”. Attualmente, ha sottolineato, “sono circa 1000 i posti di terapia intensiva occupati da pazienti Covid su circa 9mila posti presenti in Italia, dunque siamo al 10% circa di occupazione, ovvero alla soglia limite”. Tuttavia, precisa, “il numero di 9mila posti è in realtà teorico, perchè molti di questi posti non sono attivi. Un quadro più reale è quello fatto dalla Corte dei Conti lo scorso maggio e che parla invece di mille posti reali in più rispetto ai circa 5100 presenti, per un totale dunque di 6100 circa”. Il punto però, sottolinea, è che “non si può pensare di aumentare i posti letto ospedalieri in modo massiccio in vista di un peggioramento dell’epidemia, perchè mancano i medici che possano occuparsi delle terapie intensive a causa della cronica carenza di organico. E’ irrealistico e non è questa la soluzione al problema”.

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