Dopo il Natale al buio, a Torre del Greco spariscono (anche) gli eventi

Alberto Dortucci,  

Dopo il Natale al buio, a Torre del Greco spariscono (anche) gli eventi
Via Roma, la strada dello shopping a Torre del Greco

Torre del Greco. Un Natale senza luci e senza eventi, con imprenditori e commercianti costretti a organizzare iniziative fai-da-te per provare a salvare lo shopping. È il desolante scenario di Torre del Greco, l’unica città del Miglio d’Oro tagliata completamente fuori dall’aria di festa di fine anno. L’ultima «carta» giocata dal sindaco Giovanni Palomba – un mini-bando da 40.000 euro per una serie di concerti e animazione in strada – sembra, infatti, destinata a segnare l’ennesimo flop della carovana del buongoverno uscita vincitrice dalle avvelenate elezioni delle 20 euro del 2018.

La procedura-lumaca

L’avviso pubblico promosso dall’assessorato alla cultura guidato da Enrico Pensati avrebbe dovuto – secondo le linee di indirizzo dell’amministrazione comunale, fresca di «scottatura» per la gara d’appalto delle luminarie e la revoca in auto-tutela del bando per il cartellone di eventi per le feste – garantire il «minimo sindacale» per la seconda metà di dicembre: qualche concerto in chiese e luoghi strategici della città, una manciata di manifestazioni con artisti di strada e l’illuminazione dei principali siti di interesse. Tutto da «chiudere» entro il 31 dicembre per questioni di bilancio e rendicontazione delle spese. Ebbene, come già accaduto in diverse occasioni, la procedura promossa dall’ente di palazzo Baronale si è misteriosamente arenata e – fino a oggi – non c’è stata alcuna assegnazione di eventi o spettacoli. «La dirigente del settore, Claudia Sacco, rientrerà in servizio a inizio settimana dopo un periodo di ferie – spiega, non senza un moto di irritazione, l’assessore Enrico Pensati -. Appena possibile, faremo un punto della situazione e valuteremo se sia il caso o meno di procedere». La parola definitiva, insomma, dovrebbe – a questo punto, il condizionale è d’obbligo – arrivare domani mattina, ma l’orientamento del vice-sindaco con delega alla cultura è chiaro: «Personalmente, ritengo inopportuno inaugurare un cartellone di eventi da chiudere entro il 31 dicembre a soli 4 giorni da Natale» sottolinea Enrico Pensati. Lasciando intendere che «bruciare» quarantamila euro in meno di 10 giorni sarebbe eccessivo perfino per la «casta degli sprechi» di palazzo Baronale.

Le iniziative fai-da-te

Se il sindaco-grinch ha spento il Natale all’ombra del Vesuvio, c’è chi non si è arreso all’idea di feste senza… festa. È il caso dei commercianti della locale sezione dell’Ascom, pronti a lanciare l’iniziativa Arte in Vetrina – una sorta di galleria artistica all’interno delle vetrine dei negozi di via Roma e corso Vittorio Emanuele – per attirare i clienti lungo le principali strade dello shopping cittadino. In periferia, invece, saranno volontari e imprenditori a accendere le feste con il villaggio di Babbo Natale all’interno del parco pubblico Salvo D’Acquisto. Due isolati raggi di luce nell’unica città rimasta – a causa dell’incapacità di programmazione dell’amministrazione comunale – al buio durante il periodo più bello dell’anno.

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