Il procuratore nazionale antimafia Cafiero de Raho: «Sorrento va difesa dal rischio clan»

Salvatore Dare,  

Il procuratore nazionale antimafia Cafiero de Raho: «Sorrento va difesa dal rischio clan»

«Questi sono i territori più appetibili per la camorra, è qui che i clan vogliono investire. In un periodo di pandemia è una preoccupazione fondata. Servono un monitoraggio sulle attività economiche e un percorso legale di finanziamenti: è il mio primo impegno da cittadino di Sorrento. Anche il Comune può dedicare parte del bilancio a tale iniziativa». Federico Cafiero de Raho è emozionato. Il procuratore nazionale antimafia ha appena ricevuto la cittadinanza onoraria, sorride e ringrazia il sindaco Massimo Coppola e il presidente del consiglio comunale Luigi Di Prisco. E, poco dopo che il civico consesso vota all’unanimità la delibera (proposta dal consigliere Eduardo Fiorentino), si lascia andare. Parla per 10 minuti in sala consiliare: lo fa con passione per la “sua” Sorrento e anche con la consapevolezza che, da magistrato, il rischio di infiltrazioni criminali è altissimo. «Questo riconoscimento è un grande onore, ho spesso vissuto a Sorrento in gran silenzio – premette de Raho – Sorrento ha una forza e una bellezza straordinarie. E possiede il senso della serenità di una comunità che vive per lo sviluppo. La garanzia della legalità e la tutela dei cittadini sono gli impegni di oggi». Il procuratore si rivolge a cuore aperto a giunta e consiglio comunale che «rappresentano la prima barriera contro l’illegalità. Voi – dice de Raho – siete i paladini di questi valori anti camorra. Ciascuno può appartenere ad aree politiche diverse, ma ciò che vi accumuna è l’etica dei comportamenti. Le forze dell’ordine e la magistratura sono al vostro fianco». Il magistrato lancia comunque l’allarme sull’incubo clan in penisola sorrentina: «Gli studi che abbiamo fatto e le proiezioni investigative che sviluppiamo portano a ritenere che in questo momento e nei mesi passati si siano mossi gli apparenti rappresentanti di organizzazioni criminali che riescono ad essere invisibili. In diverse regioni ho consigliato di valutare gli investimenti sul territorio. Come? Monitorandoli». Nei fatti, de Raho, «da cittadino di Sorrento», si riferisce «ad attività alberghiere, ristoranti e bar, cioè ad attività che si proiettano nel turismo», affinché possano essere sostenute «con i giusti finanziamenti, sollecitandoli. Sorrento è una delle prime cittadine turistiche. E’ il posto più bello del mondo». Il procuratore si rivolge ancora a giunta e consiglieri: «Avete un grande dovere: preservare questo territorio e aiutare coloro che hanno bisogno di supporto. Sorrento deve restare ciò che è sempre stata. E’ necessario un monitoraggio. C’è bisogno che, quando c’è il rischio che qualcuno venda la sua attività, ci sia attenzione guardando chi è il titolare, anche facendo delle ricerche, investendo parte del bilancio sul monitoraggio. Questo è fondamentale». Gli stimoli di de Raho vengono fatti propri dal sindaco Coppola: «Un grande onore aver consegnato l’onorificenza al procuratore, nel segno della condivisione di valori e principi di legalità che ispirano la sua attività professionale svolta con massima abnegazione, a presidio e servizio della collettività. Il suo operato costituisce esempio mirabile per ogni cittadino e, in particolare, per ogni pubblico amministratore». Emozionato il presidente del consiglio Di Prisco: «Il procuratore de Raho è un’icona di legalità a cui si ispira l’azione amministrativa».

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