Covid, incubo restrizioni per il turismo. Gli imprenditori della penisola sorrentina: «Rischiamo il tracollo»

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Covid, incubo restrizioni per il turismo. Gli imprenditori della penisola sorrentina: «Rischiamo il tracollo»

«Ci condannano ad una grave crisi che rischia di mettere in ginocchio un settore già assai colpito dai precedenti lockdown e restrizioni. Non può bastare il buon trend dei pochi mesi estivi per mantenere a galla migliaia di imprese e attività integrative ma difatti unico reddito per tante nostre famiglie». L’incubo di nuove misure anti contagio e ulteriori restrizioni per l’avanzata dei contagi Covid 19 allarma il turismo campano e della penisola sorrentina. In particolare, sono gli operatori dell’extralberghiero a lanciare l’allarme nel cuore delle festività natalizie. Perché adesso c’è l’incubo di una raffica di disdette. A sottolinearlo sono i vertici di Abbac, l’associazione bed and breakfast e affittacamere. «Le disdette hanno un costo rilevante con la difficoltà delle piattaforme online di riconoscere stavolta la causa di forza maggiore, facendosi ritrovare con il paradosso di prenotazioni cancellate ma con il carico delle provvigioni dei portali ed a contenziosi con i viaggiatori che avevano versato caparre e che pretendono la restituzione – dichiara Agostino Ingenito, presidente Abbac – Un caos anche online che rende davvero complicata la gestione delle nostre strutture con provvedimenti che si susseguono ogni giorno.  Ci avevano promesso Natale e festività con un ritorno alla normalità, ma sia le restrizioni per i viaggiatori stranieri disposte dal governo e che quella della Regione che vietano la gran parte degli eventi attrattori, rischiano di desertificare le strutture ricettive sia delle città che delle maggiori località, rendendo nulli anche i flussi di tanti che solitamente raggiungono familiari da altre regioni e paesi esteri. Siamo preoccupati, e nessuno ha consultato le nostre categorie – continua Ingenito – Avevamo tutti iniziato a fare valutazioni preventive ma stando alle ultime ordinanze, siamo disorientati. Ci impongono responsabilità serie tra verifiche dei green pass, dei certificati vaccinali ed esiti di tamponi. In caso di ospiti positivi su carica sulle nostre spalle il gravame di gestire soggiorni che si trasformano in sanitari e non più turistici, e senza avere competenze e responsabilità». E ancora: «Vorremmo essere ascoltati, nessun contatto è giunto dall’assessorato regionale al turismo come di quelli dei maggiori Comuni del territorio – continua il numero uno Abbac – Ancora difficile reperire i contatti telefonici delle Asl territoriali per la gestione di casi covid nelle strutture ricettive. Nel caso della nostra associata abbiamo dovuto sollecitare l’intervento dei carabinieri. E poi c’è il fenomeno degli abusivi che con queste ordinanze, propongono soggiorni con concorrenza sleale e senza assolvere ad alcun adempimento».

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