Inferno a Gragnano, ragazza picchiata e rapinata: «Ho avuto paura di morire»

Elena Pontoriero,  

Inferno a Gragnano, ragazza picchiata e rapinata: «Ho avuto paura di morire»

«Stavo aprendo il portone del mio palazzo. Ero appena tornata da lavoro. All’improvviso ho sentito qualcuno che provava a strapparmi la borsa. Mi sono girata e mi ha colpito con un pugno in faccia». Trema la voce di Maria (nome di fantasia) mentre al telefono racconta la sua notte di paura. Quella ragazza di ventuno anni che lavora come cameriera in un ristorante della zona dei Monti Lattari è stata rapinata e aggredita, nella notte tra sabato e domenica, a Gragnano. «Avevo appena finito il turno – il racconto della giovane vittima – Quando mi ha colpita sono finita a terra con il volto insanguinato. Ha preso la mia borsa. Ho provato a seguirlo ma è riuscito a scappare». Maria corre prima in ospedale, si fa medicare. Ha una gamba dolorante e 3 punti di sutura al labbro. Poi va dai carabinieri. I militari dell’Arma, guidati dal maresciallo Angelo Disanto, hanno raccolto la sua denuncia e già nelle scorse ore sono stati acquisiti i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona di via Mandrio (dove è avvenuta l’aggressione). Immagini che potrebbero risultare decisive per incastrare il rapinatore. Ieri Maria e i suoi familiari hanno voluto condividere questa storia sui social per chiedere ai cittadini della zona di mettere a disposizione anche altre immagini in grado di portare all’identificazione del responsabile. «Sono stati attimi interminabili – racconta Maria – Ho davvero temuto per la mia vita. E’ stata un’esperienza terribile che difficilmente riuscirò a dimenticare». La ragazza ha anche raccontato che al ritorno a casa, dopo essersi recata in ospedale, ha ritrovato sul luogo dell’aggressione la sua borsa distrutta e una grosso coltello da cucina. Un’arma che – verosimilmente – era in possesso del criminale. Altro indizio sul quale lavorano i carabinieri è il motorino sul quale viaggiava il rapinatore. Un “Piaggio Liberty” di colore bianco. «Non voglio giustizia, voglio solo che questo soggetto non faccia del male ad altre persone», ripete ancora quella giovane ragazza pestata a sangue nel cuore della notte.

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