Incubo camorra a San Giuseppe Vesuviano, ascoltati in prefettura il segretario generale e il capo dei vigili

Andrea Ripa,  

Incubo camorra a San Giuseppe Vesuviano, ascoltati in prefettura il segretario generale e il capo dei vigili

Il comandante dei vigili di San Giuseppe Vesuviano e il segretario generale del Comune sono stati convocati ed ascoltati dai componenti della commissione d’accesso che si sono insediati a palazzo di città ad agosto scorso. Nelle settimane in cui il pool anti-camorra intende dare una sterzata all’inchiesta partita in piena estate sul rischio infiltrazioni delle organizzazioni criminali negli affari del Comune, emergono ulteriori dettagli allarmanti nell’indagine che gli investigatori nominati a fine luglio dal prefetto di Napoli – all’epoca Marco Valentini – stanno portando avanti senza sosta. I termini di una vicenda che rischia di riportare San Giuseppe Vesuviano indietro negli anni – con l’onta dello scioglimento per infiltrazioni camorristiche che incombe – scadranno a fine gennaio. Ecco perché la commissione d’accesso ha deciso di accelerare per provare a chiarire numerosi aspetti che restano ancora oggi avvolti in un alone di mistero. Per farlo il viceprefetto Maria Luisa Trezza, il commissario capo della divisione anticrimine della questura di Napoli Riccardo Buonomo e il capitano della guardia di finanza di Napoli Antonio Pacelli hanno chiesto e ottenuto un incontro con il capo dei caschi bianchi di San Giuseppe Vesuviano, il tenente colonnello Fabrizio Palladino, e con il segretario generale, dottor Girolamo Martino. Cosa si siano detti nell’ambito di un confronto avuto nei giorni scorsi resta ancora sotto stretto riserbo, con i componenti del pool nominato dal prefetto che non lasciano trapelare nulla.

Le spine del passato – Restano i dubbi su una serie di aspetti del recente passato amministrativo sangiuseppese finiti al centro di scontri e guerre in tribunale che ancora oggi non sono stati chiariti. Alla nomina del comandante della municipale è probabilmente legata una delle pagine più nere della gestione Catapano. Arrivato da Sant’Anastasia, dopo un regolare concorso bandito dall’Ente di piazza Elena d’Aosta, per diverso tempo all’attuale capo dei caschi bianchi non fu affidato l’incarico per il quale aveva vinto la selezione. Prima messo ai margini dell’organico, poi dopo una serie di ricorsi e un braccio di ferro anche giudiziario, a Palladino fu assegnata l’incarico di responsabile dello sportello attività produttive. Infine il passaggio alla guida del comando vigili, con lo scambio di posizioni con l’ex comandante Tortora (passato al Suap). Anche gli atti di questa vicenda sono passati sotto i riflettori del pool anti-camorra. Mentre per quanto riguarda il segretario generale, sono numerose le denunce – anche agli uffici della procura della Repubblica di Nola – che i consiglieri comunali di minoranza hanno presentato nel corso degli anni per «sottolineare» mancata trasparenza e mancata tutela nei confronti di tutti i componenti dell’assise. Oltre a ciò nel corso degli ultimi mesi sotto la lente di ingrandimento della commissione d’accesso sono finiti appalti,assunzioni e una serie cospicua di atti riguardanti i servizi comunali: dagli appalti assegnati per il rifacimento delle strade, alle tante proroghe che il Comune ha assegnato nel corso degli anni.

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