Castellammare. Armi dai Casamonica per la camorra stabiese

Tiziano Valle,  

Castellammare. Armi dai Casamonica per la camorra stabiese

Il clan dei Casamonica che controlla gli affari illeciti nella Capitale e la mafia albanese che importa droga in Italia attraverso i porti pugliesi, potrebbero essere i punti di riferimento dei criminali stabiesi che vanno a caccia di armi per rivenderle, e quindi farne business, oppure per aumentare la loro potenza di fuoco. E’ un’ipotesi sulla quale stanno lavorando da tempo gli investigatori che nel corso degli ultimi anni hanno sequestrato armi da guerra a Castellammare di Stabia.Nel corso dell’ultimo interrogatorio che è andato in scena in aula, nell’ambito del processo al Terzo Sistema, i pm dell’Antimafia hanno provato a incalzare i ras Raffaele Polito e Silverio Onorato su questo punto, senza tuttavia riuscire a ricavarne granché. Entrambi hanno ammesso di aver trafficato armi, acquistandole e vendendole per fare piccoli affari. Secondo l’Antimafia invece le acquistavano con l’obiettivo di mettere insieme un arsenale che avrebbe accresciuto il loro potere criminale.

Onorato ha risposto alle domande dei magistrati sostenendo: «Qualche pistola l’ho comprata a Ostia, dagli zingari, solo lì le puoi trovare a basso prezzo». Ma farcendo il suo interrogatorio di «non ricordo», quando gli si chiedeva di fare nomi. Stesso discorso per Raffaele Polito che però ha raccontato che «mi venivano regalate solo cose vecchie quando facevo qualche viaggio di droga, oppure non mi prendevo la mia parte di soldi chiedendo in cambio le pistole, perché vendendole ci guadagnavo di più». Anche lui ha detto di non ricordare alcun nome di fornitori o clienti di armi, affermando addirittura che era lui stesso a documentarsi attraverso internet su come sistemare quelle danneggiate. L’Antimafia sta cercando di risalire ai broker che trattano kalashnikov, mitragliatrici e pistole e il più grosso sequestro negli ultimi anni è stato eseguito proprio nel rione Moscarella. L’obiettivo non è certo semplice, ma diventa necessario per provare a indebolire una camorra che nonostante gli arresti è ancora viva e continua a fare affari illeciti in città. Gli investigatori, anche nelle ultime settimane, sono riusciti a sequestrare pistole detenute da piccoli pregiudicati oppure nascoste all’interno di palazzi, ma il timore è che ne girino ancora troppe a Castellammare e spesso sono nella disponibilità anche di giovani che non si fanno scrupoli a fare fuoco. Un esempio lampante, in tal senso, è quanto accaduto durante la notte dell’Immacolata, quando un uomo è stato ferito con tre colpi di pistola per una banale lite all’esterno di un bar. Solo il telefonino che la vittima teneva nella tasca ha evitato che potesse verificarsi una tragedia. L’attenzione degli investigatori adesso è altissima sul fenomeno del traffico di armi e l’obiettivo primario è quello di arrivare ai broker che garantiscono ai delinquenti di potersele procurare senza troppa fatica.

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