Voti comprati a 20 euro a Torre del Greco: colpo di scena, spuntano altri indagati

Alberto Dortucci,  

Voti comprati a 20 euro a Torre del Greco: colpo di scena, spuntano altri indagati
Carabinieri a palazzo Baronale (immagine d'archivio)

Torre del Greco. Il colpo di scena è arrivato durante l’ultima udienza del processo nato dal secondo filone d’inchiesta relativo allo scandalo del voto di scambio all’ombra del Vesuvio. E rischia di allungare ulteriori ombre sulle avvelenate elezioni del 2018, chiuse con la vittoria al ballottaggio di Giovanni Palomba. Perché per la procura di Torre Annunziata la vicenda non è chiusa, anzi. «Le intercettazioni sono coperte da segreto istruttorio: ci sono indagini in corso», l’ammissione in aula del pubblico ministero Bianca Colangelo.

L’udienza-lampo

Davanti al collegio presieduto dal giudice Gabriella Ambrosino sono a processo Mimmo Pesce – lo «sponsor elettorale» del sindaco Giovanni Palomba – il meccanico Gennaro Savastano e l’imprenditore Vincenzo Izzo, il proprietario della pescheria Don Do’ in zona porto. In aula, come testimoni, sarebbero dovuti comparire Giovanni Massella e Ciro Massella – rispettivamente figlio e nipote del boss ucciso in un agguato di camorra a marzo del 2003 – e Francesco Sallustio, uno degli indagati della «prima ora» dell’inchiesta. Due dei tre testimoni sono comparsi regolarmente davanti al collegio, mentre Ciro Massella avrebbe giustificato la propria assenza. Per evitare il rischio di inquinamento del quadro probatorio, i difensori dei tre imputati hanno chiesto il rinvio dell’interrogatorio di Giovanni Massella – l’ex testimone di giustizia da cui sono partite le indagini della procura di Torre Annunziata – in modo da ascoltare nella stessa giornata i due testimoni-chiave.

Gli atti top-secret

A frenare definitivamente l’udienza e a convincere il presidente Gabriella Ambrosino a ordinare il rinvio a febbraio del 2022 la seconda «eccezione» sollevata dal collegio difensivo: «Chiediamo l’acquisizione delle intercettazioni originali», la richiesta avanzata dall’avvocato Massimo Loffredo, legale di Mimmo Pesce. Una richiesta «irricevibile» per il pubblico mistero Bianca Colangelo, perché – come spiegato in aula – la valanga di «omissis» presenti agli atti del processo sono riferiti a indagini tuttora in corso e, quindi, coperti da segreto istruttorio. In pratica, ci sono altri indagati sul cui ruolo nelle elezioni delle 20 euro la procura vuole vedere chiaro attraverso ulteriori accertamenti.

I sette gruppi politici

D’altronde, già agli albori dell’inchiesta gli investigatori avevano ipotizzato la presenza di sette diverse organizzazioni a sostegno di altrettanti candidati a uno scranno a palazzo Baronale. Fino a oggi, le indagini portate avanti dalla procura di Torre Annunziata sono costate l’arresto e le successive dimissioni a «soli» due consiglieri comunali: l’ex golden boy Stefano Abilitato – arrestato il 2 aprile del 2019 insieme all’ex assessore Simone Onofrio Magliacano – e l’imprenditore del settore delle pulizie Mario Buono. Un terzo politico, Ciro Piccirillo, venne inizialmente sottoposto a divieto di dimora in città e perse temporaneamente il posto in aula. Ma all’appello – secondo la tesi degli investigatori mancherebbero almeno altri cinque candidati.

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