Falsificava i Green Pass, arrestato un insospettabile di Gragnano

Elena Pontoriero,  

Falsificava i Green Pass, arrestato un insospettabile di Gragnano

L’accusa che gli inquirenti muovono nei suoi confronti è molto pesante. Ovvero, quella di essere un vero e proprio falsario professionista che, di recente, si era specializzato anche nella produzione di green pass mendaci da piazzare illegalmente sul “mercato”, consentendo così a diversi clienti di aggirare le fitte maglie delle normative anti contagio da Covid 19.Le indagini sono soltanto agli inizi e nel corso dei prossimi giorni potrebbero disvelare ulteriori scenari e circuiti fuorilegge. Fatto sta che finisce nei guai un ventiseienne di Gragnano, ora al centro di una maxi inchiesta coordinata dalla Procura di Torre Annunziata e portata avanti dai carabinieri di Gragnano guidati dal comandante Angelo Disanto. L’indagato si chiama Stefano Lavano: l’arresto del giovane, che vive nelle zone alte della città della pasta, è stato anche convalidato. Difeso dall’avvocato Umberto D’Apice, ora è l’uomo – incensurato – è detenuto nel carcere di Poggioreale. Mai, prima di ora, aveva mai avuto problemi con la giustizia.Tutto parte l’antivigilia di Natale quando i carabinieri di Gragnano portano avanti accurati controlli per verificare il corretto rispetto delle norme anti Covid 19. Le indagini portano a una abitazione delle parti alte: qui vive il ventiseienne, un vero e proprio insospettabile. I carabinieri fanno irruzione nell’appartamento ed effettuano un’accurata perquisizione. Nell’abitazione di Lavano, i militari hanno trovato 39 carte di identità false, 44 banconote da 20 euro contraffatte, 4.500 euro in contanti con banconote di vario taglio la cui origine non è stata chiarita. E non solo: scoperte 15 carte di pagamento intestate ad altre persone, un computer e una stampante utilizzata per riprodurre le banconote. I controlli dei carabinieri si sono successivamente concentrati sull’hard disk del personal computer del ventiseienne di Gragnano. E così, gli investigatori hanno trovato una cartella con il nome “green pass rubati”, all’interno della quale vi erano alcune matrici utilizzate per falsificare le certificazioni verdi. Alcune, addirittura, erano pronte per essere stampate e riportavano già i dati anagrafici di altre persone, inconsapevoli dell’utilizzo dei loro dati sensibili. Il giovane, inizialmente, è finito ai domiciliari. Ma successivamente all’udienza di convalida dell’arresto, è scattato il trasferimento in carcere, a Poggioreale. La Procura di Torre Annunziata non esclude alcun tipo di ipotesi investigativa. E ha deciso di imprimere un’accelerata nell’inchiesta aperta a carico del ventiseienne di Gragnano. Si teme che ci possa essere un autentico giro di green pass falsi sul territorio. Un rischio elevato, che ora i carabinieri di Gragnano – coordinati dai magistrati oplontini – tenteranno di chiarire in ogni minimo aspetto tenendo conto anche l’assoluta importanza del rispetto delle regole contro il contagio da Covid 19.

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