Scafati. Dimenticato il regolamento anti-slot

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Scafati. Dimenticato il regolamento anti-slot

Si ritorna a parlare di ludopatia e gioco d’azzardo a Scafati. La città è dotata di un regolamento apposito che disciplina l’apertura e le attività delle decine di sale slot presenti sul territorio. Un regolamento che nasce nell’aprile 2016, quando, su proposta del consigliere comunale Michele Grimaldi l’allora amministrazione Aliberti votò una mozione che è stata successivamente recepita e attuata dalla commissione straordinaria.
A fare pressioni, dall’esterno di palazzo Mayer, furono sia lo stesso centrosinistra che Fratelli D’Italia, oggi partito espressione del sindaco Cristoforo Salvati e del presidente del consiglio Comunale Mario Santocchio.
Le recenti vicende giudiziarie del resto lo confermano, il settore risulta essere fortemente appetibile alla criminalità organizzata, e l’ultima stagione delle bombe, secondo l’antimafia, nacque proprio per il monopolio sulla gestione delle slot machine, tra i diversi clan egemoni sul territorio. E forse non è un caso se a Scafati, secondo i dati della Camera di Commercio di Salerno, le uniche attività a prosperare e moltiplicarsi sono proprio quelle dedicate al gioco e all’autonoleggio. Ma la ludopatia è anche fonte per l’usura, e sono decine le famiglie messe in ginocchio dal vizio del gioco. «La mozione fu approvata dal consiglio grazie alla mobilitazione popolare di tante associazioni laiche e cattoliche e di un pezzo della stampa, ma non fu mai applicata e rimase chiusa in un cassetto fino all’arrivo della commissione straordinaria – ricorda Michele Grimaldi – Ancora oggi quella mozione, d’altronde, continua a non essere applicata del tutto: ad esempio, continua a non essere rispettata la distanza minima tra le sale slot e tanti luoghi sensibili come le scuole e le strutture sportive, o ancora non vengono sempre rispettati i limiti alla pubblicità. Anche la nostra proposta di detassare del 10% la Tari per quegli esercizi commerciali che non installano, pur avendo diritto a farlo, o disinstallano slot machine è stata bocciata anche dall’attuale sindaco e dall’attuale maggioranza. Serve uno scatto in avanti: per aiutare tante famiglie in difficoltà a causa di una vera e propria malattia, e per contrastare il pizzo ed i guadagni della criminalità organizzata».
Il regolamento, voluto dalla commissione straordinaria, fu in prima battuta aspramente contestato dalle attività ludiche presenti sul territorio, tanto da costringere i commissari a rivederlo attuando una serie di modifiche.
Tra queste, il rispetto della distanza minima di 350 metri dai luoghi sensibili come scuole e strutture pubbliche e le aperture pomeridiane dalle 14 alle 23. Lo stesso regolamento prevedeva cinque anni di tempo, per le attività pre esistenti, per adeguarsi e ammortizzare i costi. Cinque anni che decorrono dal settembre 2018.
Adriano Falanga

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