Strage nella Rsa abusiva di Torre Annunziata, i giorni di inferno delle nonnine morte di Covid

Ciro Formisano,  

Strage nella Rsa abusiva di Torre Annunziata, i giorni di inferno delle nonnine morte di Covid

La cronaca della strage comincia il primo giorno di novembre dello scorso anno. Alla stazione dei carabinieri di Torre Annunziata arriva una strana chiamata. «Aiutateci, nell’ospizio di Corso Umberto ci sono dodici anziane che stanno male», ripete quella voce dall’altro capo del telefono. Qualche minuto dopo i militari dell’Arma bussano alla porta della struttura e si ritrovano davanti un disastro. Dodici anziane contagiate, incapaci di provvedere a se stesse e abbandonate nei loro letti. Si lamentano, chiedono aiuto nel silenzio di un appartamento vuoto. Immediatamente si mette in moto la macchina dei soccorsi. La cooperativa sociale “Hp Group” di Boscoreale e il personale dell’Al Napoli 3 Sud, forniscono la prima assistenza alle nonnine. Vengono tutte trasferite in strutture specializzate, le più gravi finiscono in ospedale. Giorno dopo giorno il quadro diventa sempre più drammatico. Il focolaio esplode dando origine a una serie di tragedie. Michela, Anna e Luisa (tre ospiti della struttura) muoiono qualche giorno dopo il ricovero in terapia intensiva. Sono state uccise dal virus ma – sostengono i pm – anche da chi le ha abbandonate, senza prendersi cura di loro. Nella prima decade di novembre perderanno la vita altre due anziane per un bilancio complessivo di cinque morti su dodici ospiti dell’ospizio: quasi la metà. Subito partono le indagini coordinate dalla procura di Torre Annunziata. Il quadro indiziario è chiarissimo per gli investigatori. Quella struttura non solo non è autorizzata ad ospitare una residenza per anziani, ma non ha nemmeno adottato nessuna misura – sostengono gli inquirenti – per proteggere gli ospiti dal rischio del contagio. La casa di riposo viene immediatamente chiusa. La prima a finire sotto indagine è la titolare dell’associazione che gestisce la struttura. Da ulteriori accertamenti è anche emerso che le titolari dell’ospizio lazzaretto non avevano messo a disposizione nemmeno personale medico specializzato per aiutare le donne affette da malattie debilitanti. Un mosaico messo insieme dagli inquirenti che a un anno dal blitz nella casa di riposo fuorilegge hanno stretto il cerchio delle indagini attorno alle due indagate. Le due donne ritenute tra le responsabili del disastro costato la vita a 5 anziane.

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