Torre Annunziata, i beni confiscati alla camorra occupati dagli abusivi

Giovanna Salvati,  

Torre Annunziata, i beni confiscati alla camorra occupati dagli abusivi

Beni confiscati occupati abusivamente. Arriva la prima svolta nell’indagine condotta dalla procura sul territorio di Torre Annunziata. A due mesi dal blitz della guardia di finanza (i militari piombarono nel municipio per acquisire tutti gli atti legati alla gestione dei beni strappati alla camorra) il Comune ha avviato una serie di controlli affidati agli agenti del comando di polizia municipale. E proprio dalle verifiche eseguite dagli uomini in divisa è emerso che dei circa 40 beni confiscati presenti sul territorio comunale almeno 6 sono occupati senza titolo.

I controlli

In quattro casi gli immobili ospitano soggetti senza fissa dimora, in altri due, invece, sono occupati da famiglie straniere. Gli atti dei sopralluoghi e i verbali redatti dagli agenti sono già stati inviati agli uffici competenti. L’ente sta già preparando, come fanno sapere i vertici dell’amministrazione comunale, le ordinanze di sgombero. Anche se per uno degli immobili si attende il via libera dell’agenzia nazionale dei beni confiscati che detiene la titolarità di un appartamento. Tra l’altro, nei mesi scorsi, un controllo eseguito dai carabinieri aveva portato alla scoperta di alcuni abusi edilizi realizzati per rendere inaccessibile uno dei beni confiscati del centro storico.

L’indagine dei pm

Elementi che potrebbero finire adesso al centro del fascicolo d’indagine aperto dalla Procura di Torre Annunziata. Inchiesta culminata, il 13 ottobre scorso, nel blitz dei finanzieri in municipio. Sopralluogo che ha portato gli uomini in divisa ad acquisire tutti gli atti legati ai beni confiscati. A cominciare dal reale numero di strutture nella disponibilità dal Comune (c’è chi parla di 40 ma potrebbero essere anche di più secondo le stime della finanza). Passando per i bandi di assegnazione, le tempistiche degli affidamenti e le ragioni per le quali diversi beni sono ancora inutilizzati e restano abbandonati o (come poi accertato) occupati abusivamente. Una sfilza di dubbi che gli investigatori puntano a chiarire attraverso l’analisi dettagliata dei documenti acquisiti all’interno degli uffici di via Schiti nei mesi scorsi. Un’indagine che trae origine dalle denunce pubbliche sollevate – agli inizi di settembre di quest’anno – dal nuovo comitato anti-camorra di Torre Annunziata: il gruppo di associazioni e cittadini nato per ribellarsi all’escalation criminale che ha travolto la città negli ultimi 12 mesi (emergenza che dall’inizio dell’anno ha prodotto decine di raid e due omicidi). E proprio il tema della gestione poco chiara dei beni confiscati è stato uno degli argomenti portati all’attenzione di un incontro tra i rappresentanti del comitato e l’ex Prefetto di Napoli Marco Valentini tre mesi fa.

CRONACA