Pupetta Maresca, polemiche per i funerali blindati alla vedova del boss

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Pupetta Maresca, polemiche per i funerali blindati alla vedova del boss

Dieci donne in una chiesa deserta che stringono tra le mani un Rosario. L’immagine di una veglia per un funerale che non c’è. L’immagine dell’ultimo saluto a Pupetta Maresca, la moglie del boss Pasquale Simonetti, detto “Pascalone ‘e Nola”. Venerdì mattina, nel silenzio del cimitero, c’è stata la benedizione della salma della donna deceduta il 29 dicembre a Castellammare di Stabia all’età di 86 anni. La Questura non ha dato il via libera ai funerali. Una scelta che associata alle tante parole spese attorno alla figura della  donna in questi giorni ha scatenato la reazione degli avvocati di Pupetta Maresca. Nel mirino oltre alle etichette affibbiate dalla stampa anche le “speculazioni” politiche attorno alla tragedia. «Definire camorrista Pupetta Maresca – hanno scritto i legali Gennaro e Carlo Pecoraro – sono affermazioni in spregio alla realtà, cristallizzata da provvedimenti giudiziari ormai definitivi, che tutti dovrebbero lealmente rispettare. Nei commenti su alcuni social media in modo ingiustificato e incivile si offende la memoria di una donna appena deceduta. Peggio ancora fanno taluni politici per ergersi a tutori di una legalità che si difende a parole, ma si calpesta nei fatti con esternazioni fondate su assunti smentiti in ogni sede processuale». Venerdì solo una decina di donne si sono recate nella chiesa di Sant’Antonio di Padova, dove avrebbero dovuto svolgersi i funerali, per recitare qualche preghiera di suffragio. L’addio a una donna dalla storia controversa. Una storia cominciata nel 1955 quando assassinò l’uomo che aveva ordinato l’omicidio di suo marito riportando una condanna a 13 anni di carcere. A lei sono state dedicati film e fiction. E’ stata attrice, cantante, miss. Ma la sua vita si è spesso intrecciata alle pagine buie della storia di Napoli. Pagine di camorra. Come quando, negli anni ‘80 arrivò a minacciare niente meno che Raffaele Cutolo, il super boss della Nuova Camorra Organizzata. Ha vissuto un’esistenza intera sul filo del rasoio, ritagliandosi l’immagine di donna insofferente alle convenzioni e alla legge. Il dolore più grande fu l’improvvisa scomparsa di suo figlio, Pasqualino, frutto dell’amore con Umberto Ammaturo. Pasqualino aveva 17 anni e forse fu vittima di lupara bianca. Poi la discesa, il dimenticatoio, il suo rifugio a Castellammare di Stabia. E infine la morte che implacabile ha bussato alla sua porta due giorni prima di Capodanno.

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