Torre del Greco, l’ora della verità per Palomba: il sindaco perde anche Langella

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, l’ora della verità per Palomba: il sindaco perde anche Langella
Michele Langella e Giovanni Palomba

Torre del Greco. Un’altra firma si aggiunge all’elenco dei consiglieri comunali pronti a staccare la spina all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovanni Palomba. Dopo la fuga dalla maggioranza dei due avvocati di area Pd, Luisa Liguoro e Gaetano Frulio, a lasciare gli alleati – al momento, solo in modo virtuale – tocca al «pastorello» Michele Langella, il paladino della Litoranea passato al gruppo di Alleanza Democratica dell’ex senatore Nello Formisano. L’addio è stato formalizzato con l’uscita dal gruppo WhatsApp della maggioranza nata dall’inciucio di febbraio 2021 e sarebbe arrivato al termine di «un sereno confronto con il sindaco».

La «conta» in Comune

Al momento, la mossa di Michele Langella non sarebbe condivisa dal resto del gruppo di Alleanza Democratica in consiglio comunale: Nello Formisano – delegato al personale e già «concentrato» sulle prossime assunzioni in Comune – e Lucia Vitiello non sarebbero disposti a «seguire» il delfino del consigliere regionale Francesco Iovino. Ma se le «sirene» del centrosinistra dovessero chiamare a raccolta tutti gli esponenti d’area per tornare alle urne già nel 2022, lo scenario potrebbe cambiare. «L’amministrazione comunale, fino a oggi, non ha centrato alcuni obiettivi per me fondamentali – le parole di Michele Langella – In primis, la riqualificazione del lungomare. Al sindaco ho già anticipato la disponibilità a ritirare il mio assessore di riferimento in giunta, l’attuale vicesindaco Enrico Pensati». Insomma, fino a oggi, i dissidenti della maggioranza – in attesa delle scelte dei restanti infiltrati del Pd, come la «maestrina» Iolanda Mennella – salgono a tre.

I ritorni all’ovile

I numeri, al momento, non sembrano preoccupare lo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio. Perché per i tre alleati «in uscita» il mercato di palazzo Baronale già conta tre potenziali «cavalli di ritorno». Ai nomi del politico-ultrà Pasquale Brancaccio – mai realmente sceso in campo contro la maggioranza – e del «camaleonte» Ciro Piccirillo, si potrebbero aggiungere quelli di Salvatore Gargiulo e Simone Mariano Gramegna. Quattro fuoriusciti dopo lo strappo dello scorso gennaio, pronti al ritorno dopo un anno di «purgatorio» tra i banchi dell’opposizione.

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