Perizia psichiatrica per la mamma-assassina di Torre del Greco. Fermo convalidato, resta in carcere

Alberto Dortucci,  

Perizia psichiatrica per la mamma-assassina di Torre del Greco. Fermo convalidato, resta in carcere
La spiaggia della tragedia

Torre del Greco. Sarà una perizia psichiatrica a stabilire lo stato di salute mentale di Adalgisa Gamba, la donna di 40 anni arrestata per l’omicidio volontario del figlio di soli due anni e mezzo. è la richiesta avanzata dal pubblico ministero Andreana Ambrosino della procura di Torre Annunziata al termine dell’interrogatorio della mamma-assassina di via Anzio. Il faccia a faccia con il gip Fernanda Iannone è durato circa due ore, durante cui la quarantenne – assistita dal legale di fiducia Ciro Tommaso Civitella, avvocato da meno di un anno – ha provato a raccontare la propria versione dei tragici fatti di domenica 2 gennaio. Alla fine, fermo convalidato e custodia cautelare in carcere.

Lucidità e vuoti

Per lunghi tratti la mamma-assassina ha lucidamente ricostruito le circa cinque ore trascorse tra l’uscita dall’appartamento di via Anzio e il ritrovamento in mare del corpicino del piccolo Francesco. Ma, incalzata dalle domande del pm, la donna avrebbe smarrito le sue «certezze». In particolare, in merito alla ragione per cui avrebbe raggiunto la scogliera di località La Scala e ai minuti precedenti la «caduta» del bimbo in mare: «Ero bagnata, ma non avevo freddo: stavo bene», avrebbe argomentato la donna. Poi un «vuoto» e il corpo senza vita tra le braccia: una circostanza che – in attesa degli esiti dell’autopsia – confermerebbe l’ipotesi secondo cui il piccolo Francesco sarebbe stato ucciso prima di essere lanciato in acqua. Confermati, infine, i timori relativi all’autismo di cui la donna credeva – senza alcuna conferma medica – fosse affetto il suo piccolo.  Sulla scorta dell’incerto interrogatorio di garanzia, il pubblico ministero ha chiesto una perizia psichiatrica sulla donna per valutare il suo stato di salute mentale. La quarantenne fino alla scorsa estate non avrebbe mai accusato particolari disturbi, ma la «fase di black out in cui era da mesi» – come detto proprio dall’avvocato Ciro Tommaso Civitella – e il «precedente» della madre, costretta in passato a ricorrere a cure specialistiche, potrebbero essere stati campanelli d’allarme pericolosamente ignorati.

L’autopsia

Sempre ieri è stata eseguita l’autopsia sul corpo del bimbo. A condurre l’esame è stato Antonio Sorrentino, il medico legale nominato dalla procura. Gli accertamenti saranno decisivi per «cristallizzare» la causa della morte del piccolo Francesco, recuperato dall’acqua già senza vita. La salma del piccolo nelle prossime ore dovrebbe essere dissequestrata e restituita alla famiglia. A cui toccherà poi la decisione se celebrare o meno in forma pubblica i funerali del piccolo angelo ucciso dalla mamma-assassina.

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