Scafati, i consiglieri dissidenti gelano il sindaco: possibili dimissioni di massa e ritorno al voto

Adriano Falanga,  

Scafati, i consiglieri dissidenti gelano il sindaco: possibili dimissioni di massa e ritorno al voto

I dissidenti dicono no al sindaco Cristoforo Salvati,  e aspettano l’invito della minoranza per concretizzare le dimissioni dal notaio. Respingono al mittente l’invito a prendere parte alla riunione di maggioranza di lunedi sera, Paolo Attianese, Anna Conte e Antonella Vaccaro. A convocare il vertice il primo cittadino, con all’ordine del giorno l’approvazione della sua relazione programmatica per il 2022, un documento con il quale Salvati pensa, o almeno pensava, di riuscire a compattare la sua coalizione, e sotterrare l’ascia di guerra. Concretizzate le assunzioni, avviata la “rivoluzione urbanistica” e mandato in gara d’appalto il Polo Scolastico, il sindaco vorrebbe presentare alla sua squadra una nuova agenda con la quale avviare questa seconda metà consiliatura. Intento nobile, ma non esaustivo secondo i tre dissidenti, delusi dall’ultimo incontro avuto con Salvati. A dividerli sono le scelte attuate fino ad oggi, ma soprattutto l’assenza di risposte ai loro solleciti programmatici, quali la vendita delle farmacie, la possibilità di assumere tramite concorso e non scorrimento di graduatorie esterne, l’esternalizzazione dei tributi, la vendita dei nuovi loculi cimiteriali, il puc e l’esternalizzazione delle strutture sportive quali il palatricino e i campi di tennis in via Della Resistenza. Anche la chiusura, la terza in pochi mesi, della villa comunale, ha spinto i dissidenti a chiedere l’aiuto dell’opposizione per ritornare al voto. E la minoranza non è stata a guardare, mercoledì sera i dieci consiglieri si sono riuniti all’aperto, presso un’abitazione privata, per confrontarsi. Nove su dieci erano fermamente convinti di sfiduciare il sindaco non in Consiglio Comunale, ma tramite le dimissioni dal notaio. Una soluzione che mira ad evitare l’impugnabilità dell’eventuale delibera di sfiducia, o i colpi bassi di franchi tiratori pronti all’inciucio. Alla fine si sarebbe convinta anche Teresa  Formisano, da subito sulla linea della discussione in Assise. Ad una condizione però, che siano d’accordo anche i tre consiglieri oramai distanti dalla maggioranza, così da raggiungere le tredici firme necessarie per chiudere la prima esperienza sindacale post scioglimento, e restituire la parola agli elettori. “E’ venuto meno non solo il rapporto politico, ma anche umano” hanno ripetuto pochi giorni fa Attianese, Conte e Vaccaro, seppur negando l’esistenza di accordi con esponenti dell’area politica facente capo al Governatore della Regione Campania Enzo De Luca. La città segue con attenzione l’evolversi della crisi, che ora dopo ora appare sempre più concreta. Settimana prossima i dieci consiglieri di minoranza hanno chiesto di incontrare i tre di maggioranza per stabilire il da farsi. Necessario capire le rispettive reali intenzioni, consapevoli che scivoloni dell’ultima ora andranno nella direzione di rafforzare la tenuta della giunta Salvati.

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