Il cantiere maledetto di Poggiomarino: il rione Fornillo ostaggio del braccio di ferro tra ditta e Comune

Andrea Ripa,  

Il cantiere maledetto di Poggiomarino: il rione Fornillo ostaggio del braccio di ferro tra ditta e Comune

Il programma per la riqualificazione del Fornillo, il popoloso quartiere alla periferia di Poggiomarino, sembra essere diventato maledetto. Per i residenti del rione, dopo mesi di attesa e finanziamenti arrivati dalla Città Metropolitana, è arrivata la doccia gelata: i 230mila euro che la provincia ha assegnato al Comune di Poggiomarino non sono ancora stati utilizzati. O meglio, nonostante i lavori assegnati dall’ente di piazza de Marinis nei tempi previsti, il restyling non è mai partito. E pensare che doveva essere completato entro settembre dell’anno che ci siamo appena messi alle spalle. E invece nulla di fatto. Così, mentre su un altro versante della strada i comuni di Poggiomarino e Terzigno programmano un restyling condiviso, lungo il secondo tratto dell’arteria che è esclusivamente di pertinenza della cittadina di Longola, la riqualificazione appare essere un miraggio. Colpa di un braccio di ferro tra azienda e amministrazione, con la ditta che avrebbe comunicato all’Ente sopravvenute problematiche nelle operazioni di restyling che non consentirebbero alla società aggiudicataria dell’appalto di coprire tutte le spese secondo le stime contenute nel contratto siglato un anno fa. Così uno dei primi impegni della neonata amministrazione Falanga – era il gennaio dello scorso anno – s’è scontrato con un primo grande ostacolo. I mesi di attesa sono sfociati tra la fine di dicembre e l’inizio del nuovo anno nella risoluzione degli accordi tra l’azienda e il Comune, con l’amministrazione poggiomarinese che ha disposto lo stop delle procedure con la Euro Costruzione Sangiovanni a causa di «inadempimenti» dell’azienda che avrebbe dovuto consegnare l’opera nei tempi previsti. A bloccare definitivamente le operazioni era stata una stessa nota della ditta edile che a novembre scorso aveva presentato al Comune «istanza di recesso per giusta causa dal contratto di appalto stipulato, facendo riferimento anche ad eventi imprevisti e imprevedibili con eccessiva onerosità sopravvenuta». Insomma i lavori sarebbero costati ben oltre i 190mila euro che l’azienda aveva preventivato di utilizzare per la riqualificazione del quartiere. Uno stop mal digerito dai funzionari di piazza de Marinis che dopo le procedure del caso e l’attesa dei tempi tecnici necessari, hanno poi proceduto alla risoluzione del contratto nei confronti dell’azienda che s’era aggiudicata l’appalto. Allo stesso tempo i funzionari hanno già avviato i contatti con un’azienda di Palma Campania – la Gemis – giunta seconda in graduatoria nell’originaria procedura di gara, «al fine di verificare la disponibilità di quest’ultima all’esecuzione delle medesime opere appaltato che dovrà avvenire agli stessi patti e condizioni già proposte dall’originario aggiudicatario». Il rischio è che se non si troverà una soluzione in tempi rapidi, il progetto di riqualificazione del Fornillo nel secondo tratto dell’arteria rischia di arenarsi.

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