Castellammare. Boom di Bed and breakfast abusivi, solo 65 sono in regola

Redazione,  

#TopNews Ci sono decine di B&b che pur avendo presentato al Comune la Scia necessaria per avviare l’attività, non hanno ancora fatto richiesta del codice obbligatorio previsto dalla Regione Campania

In un 2021 devastante per il settore turistico hanno chiuso solo due bed and breakfast a Castellammare. Sono i dati del Suap, aggiornati allo scorso 31 dicembre, che fotografano il sistema ricettivo del territorio stabiese, tra strutture alberghiere ed extralberghiere. Al momento sono 84 le attività che hanno il Cusr (Codice unico strutture ricettive): 23 case vacanza; 36 bed and breakfast; 6 affittacamere; 18 alberghi; un agriturismo. Ma ci sono decine di B&b che pur avendo presentato al Comune la Scia necessaria per avviare l’attività, non hanno ancora fatto richiesta del codice obbligatorio previsto dalla Regione Campania. In teoria non potrebbero nemmeno promuovere la loro struttura sui portali dedicati, ma basta fare un rapido giro sui siti utilizzati dai turisti per prenotare le vacanze, per accorgersi che gli annunci di strutture ricettive a Castellammare superano di gran lunga il numero di quelle censite dal Comune.

Il dato interessante, tuttavia, è proprio quello delle chiusure, appena due, perché la città stabiese sembra aver radicato un sistema ricettivo che superata la pandemia può solo crescere. «Tra gli iscritti alla nostra associazione ha chiuso soltanto una struttura negli ultimi due anni», racconta Delia Di Maio, presidente dell’Astar che rappresenta circa 40 piccoli imprenditori turistici a Castellammare. «L’abusivismo nel nostro settore continua ad essere la piaga principale, a livello nazionale – continua – Il problema è anche la disinformazione. Molti pensano che basta pubblicizzare le loro strutture sui portali dedicati per lavorare, ma ovviamente non è così. Altri invece conoscono le leggi, però ci giocano, sfruttando la carenza di controlli». Al di là di problemi di carattere generale, il segnale delle pochissime chiusure che arriva dal settore turistico a Castellammare è decisamente interessante. «Fino a giugno scorso abbiamo partecipato a tavoli con il Comune, alla presenza anche di altre associazioni, per mettere in piedi un programma di lavoro. Purtroppo quel percorso si è fermato, ma le necessità restano le stesse – spiega la presidente dell’Astar – Abbiamo bisogno di migliorare i servizi. Servono un nuova cartellonistica, in doppia lingua, infopoint per i turisti, parcheggi e collegamenti per i siti d’interesse».

Ci sono note positive: «I clienti apprezzano la ristorazione stabiese, anche perché l’offerta è ampia, e restano esterrefatti quando visitano Villa Arianna e Villa San Marco. Purtroppo è quello che c’è attorno agli Scavi di Varano che non funziona – e aggiunge – L’attivazione della biglietteria fisica al Museo Libero d’Orsi è importante e istituire visite guidate gratuite potrebbe incentivare ancora di più le persone a visitarlo». Secondo l’associazione delle strutture extralberghiere c’è però una sfida più imminente che il Comune potrebbe cogliere per dare slancio al turismo stabiese già a partire dalla prossima primavera: «Con Procida capitale della cultura bisognerebbe puntare alla riattivazione dei collegamenti marittimi tra la nostra città e l’isola – sostiene Delia Di Maio – Potremmo diventare il porto di riferimento per tutti i turisti che vogliono visitare Procida, ma magari anche Pompei e le altre località del territorio. Ci sarebbero vantaggi per tutto l’indotto a Castellammare, ma anche per le strutture ricettive dell’area dei Monti Lattari o della zona vesuviana, a cominciare proprio da Pompei, che potrebbero sfruttare il nostro porto invece di dover immaginare trasferimenti al Miseno o a Napoli per i loro ospiti»

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