Gragnano. Bulli spietati in via Roma, minore pestato a sangue

Elena Pontoriero,  

Gragnano. Bulli spietati in via Roma, minore pestato a sangue

Ancora violenza tra ragazzini, ancora un minorenne pestato a sangue per futili motivi. E’ quanto accaduto la sera dell’Epifania in via Roma e denunciato subito dopo dal fratello maggiore della vittima. Un racconto choc che fa intendere la noia mista a violenza incubata in un branco di bulli, mossi dalla voglia di trovare la vittima sacrificale e provare a imitare gli esempi sbagliati, di chi comanda con la forza.

«Quando passi di qui devi abbassare la testa», questa la frase urlata al 17enne che transitava in via Roma, in compagnia del fratello di 23 anni e tenendo al guinzaglio il cane. Una minaccia sentenziata da un gruppo di ragazzini «credo 4 o 5 e c’erano anche delle ragazze. La “colpa” è stata di aver dato la risposta e replicare con “cosa volete da me?”. A quel punto è cominciata un’aggressione vile e insensata – racconta il fratello della vittima – Ho cercato di non reagire ma di parare i colpi e proteggere me e mio fratello. Un ragazzino ha tirato su l’ombrello e lo stava per scaraventare sulla testa di mio fratello. Poi è sopraggiunto un altro armato di casco per la moto e anche in questo caso sono riuscito a bloccare il colpo prima che l’aggressione si trasformasse in tragedia. Credo che il tutto sia durato pochi minuti ma sono bastati per colpire mio fratello con pugni sul capo e sul viso e finirlo con calci una volta caduto a terra. Ho temuto quando, aiutando mio fratello ad alzarsi, ho visto il viso tumefatto». Una baby gang che, pare, non sia la prima volta che si “distingue” per atti violenti. «Spesso sono in un punto preciso di via Roma e mio fratello passando di lì più volte è stato insultato senza motivo. Era entrato nel loro mirino e hanno atteso il pretesto per pestarlo», aggiunge il 23enne ancora scosso dall’accaduto. Uno studente tranquillo che, nonostante avesse riconosciuto due degli aggressori, ha raccontato ai carabinieri di Gragnano, coordinati dal comandante Angelo Disanto, di non aver mai avuto problemi con loro in precedenza. «Non gli ha fatto nulla per ricevere questo trattamento. Ma forse la cosa sconvolgente – continua il fratello del ragazzino pestato – è la sfacciataggine del branco di ragazzini (probabilmente minorenni) che ci hanno offeso e deriso quando gli abbiamo detto che eravamo diretti alla stazione dei carabinieri per denunciarli. Non hanno paura e questo fa davvero paura». Adolescenti protagonisti di vicende di sangue, più o meno gravi, che continuano a macchiare le strade della città della pasta e che non temono nessun provvedimento. A temere, purtroppo, restano le vittime, segnate non soltanto fisicamente ma anche nei pensieri, nella quotidianità, nella spensieratezza che viene a mancare.

«Siamo fiduciosi nel lavoro dei carabinieri ed è per questo che invitiamo tutti a denunciare, questi ragazzini violenti vanno fermati», aggiunge il 23enne stringendo forte la mano del fratello vittima di una realtà distorta.

Sono cinque i giorni di prognosi decisi dai medici del pronto soccorso dell’ospedale stabiese, dove il 17enne ferito è stato sottoposto ad accertamenti e curato.

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