Il San Leonardo di Castellammare è pieno, pazienti Covid in barella

Tiziano Valle,  

Il San Leonardo di Castellammare è pieno, pazienti Covid in barella

Altri tre decessi in poche ore al San Leonardo di Castellammare a causa del Covid. Due delle vittime registrate in una sola notte erano marito e moglie, una anziana coppia di coniugi ricoverata nell’ala Covid del pronto soccorso.Nel reparto Covid dell’ospedale di Castellammare sono ricoverate invece 19 persone. Le barelle sono sistemate nei corridoi in ogni angolo e per medici e infermieri diventa difficile persino avere lo spazio per muoversi. In quel reparto dovrebbero essere ricoverate 7 persone, ma i posti letto cominciano a scarseggiare ormai in tutti gli ospedali campani, a partire da Boscotrecase, Covid Hospital dell’Asl Napoli 3 Sud, e a pagarne il conto è di fatto l’unico pronto soccorso rimasto attivo sull’intera fascia costiera che va da San Giorgio a Cremano fino alla penisola sorrentina. La centrale operativa del 118 smista a Castellammare quasi il 90% delle ambulanze che trasportano i pazienti che presentano sintomi da Covid-19. E le richieste d’aiuto si moltiplicano giorno dopo giorno, in modo proporzionale all’aumento dei contagi.Le voci di dentro, quelle di medici e infermieri ormai allo stremo, sostengono che forse l’autunno trascorso senza particolari criticità ha fatto abbassare la guardia alle autorità sanitarie e la dimostrazione, dopo due anni dall’inizio della pandemia, sarebbe ancora la mancata definizione dei percorsi pulito/sporco che provoca un mescolamento di casi sospetti e persone negative che ha conseguenze assurde. Nel reparto di Medicina d’Urgenza, nell’ultima settimana, è accaduto che 4 persone risultate negative al tampone molecolare all’ingresso in ospedale si siano poi contagiate all’interno dei reparti. E non si tratta dell’unico reparto che ha avuto questo problema. I rischi derivano proprio dal pronto soccorso che continua ovviamente a garantire assistenza a quelle persone che non hanno il Covid, ma rischiano d’infettarsi. Nella sala che accoglie i pazienti che arrivano in codice verde nella giornata di venerdì sono rimaste sotto osservazione per ore 14 persone, in un reparto che potrebbe accoglierne circa la metà. Come segnalano gli operatori, oltre alla mancata definizione dei percorsi, i problemi riguardano anche lo scarso lavoro della medicina territoriale che spinge le persone a correre in ospedale anche con pochi sintomi, andando a ingolfare le corsie, quando invece potrebbero curarsi a casa con la dovuta assistenza. E poi c’è la questione dei contagi tra il personale sanitario. Al pronto soccorso ci sono 12 operatori sanitari positivi al virus. Sono tutti vaccinati con tre dosi, nessuno presenta sintomi gravi, ma la loro necessaria assenza sul posto di lavoro grava sulle spalle dei colleghi costretti a turni massacranti. Una criticità che ormai riguarda quasi tutti i reparti del San Leonardo: dalla Medicina d’uUrgenza alla Ginecologia, dall’Oculistica al Blocco Operatorio.La quarta ondata non sta risparmiando nessuno e l’ospedale San Leonardo di Castellammare è nuovamente in ginocchio.

CRONACA