Stretta sui killer di Castellammare: l’Antimafia vuole inchiodare i colpevoli di 4 delitti irrisolti

Ciro Formisano,  

Stretta sui killer di Castellammare: l’Antimafia vuole inchiodare i colpevoli di 4 delitti irrisolti

Quattro omicidi senza colpevoli, quattro delitti sui quali ha acceso i riflettori l’Antimafia. Quattro inchieste giunte alla stretta finale, fascicoli che potrebbero assestare un colpo forse fatale al gotha della camorra stabiese. Dopo aver decimato l’ala militare delle cosche e svelato le trame degli affari illeciti in mano ai boss, la Dda punta dritto sui delitti irrisolti per infliggere il colpo di grazia ai padrini che da decenni tengono in scacco Castellammare di Stabia. In quei faldoni pieni di documenti, indizi e verbali ci sono 30 anni di sangue e vendette. Trent’anni nei quali la camorra ha stretto nel suo cappio i sogni di rilancio di una città e di un territorio tanto ricco di eccellenze quando di affiliati, boss e assassini. Da dipanare c’è un’intricata matassa di delitti che l’omertà e la paura hanno reso dei misteri senza colpevoli. L’ultimo episodio, in ordine di tempo, riguarda l’omicidio di Antonio Fontana, ex pentito ed ex affiliato di punta del clan Omobono-Scarpa. Fontana è stato ammazzato, nel luglio del 2017 ad Agerola. I sicari lo hanno ucciso davanti ad una pizzeria. I killer non sono stati arrestati ma per l’Antimafia chi ha ordinato quel delitto ha già un nome: i D’Alessandro. Lo dicono i processi e le carte delle inchieste degli ultimi anni. Lo ha detto anche il fratello della vittima, anche lui pentito, nella sua testimonianza nel corso del processo “Sigfrido”. Fontana era stato condannato a morte dai boss di Scanzano, sostiene l’Antimafia, già nel 2004. Ma nelle carte delle indagini che in questi mesi hanno fatto tremare i santuari della camorra stabiese si fa riferimento anche ad un altro delitto “eccellente”. Si tratta dell’omicidio di Salvatore Polito. Il ras di Moscarella è stato ucciso nel 2012, qualche giorno prima del massacro di Raffaele Carolei, quest’ultimo assassinato dai D’Alessandro e vittima di lupara bianca. I killer di Polito gli spararono alla testa. Un omicidio nel quale sarebbero coinvolti – teorizzano i pentiti – i boss della famiglia Imparato, dinastia legata mani e piedi ai D’Alessandro e attiva nel quartiere Savorito. Ma da altri processi è emerso anche il presunto coinvolgimento di esponenti del clan Cesarano. Nel mirino dell’Antimafia ci sono anche gli omicidi di due politici. Il primo si chiamava Gino Tommasino, ex consigliere comunale del Partito Democratico di Castellammare di Stabia assassinato nel febbraio del 2009. Gli assassini sono stati già condannati in via definitiva. Ma all’appello mancano ancora i boss che avrebbero ordinato uno dei delitti manifesto della ferocia della camorra stabiese. E’ di qualche mese fa, invece, la notizia della riapertura delle indagini per il delitto costato la vita a Sebastiano Corrado, ex consigliere comunale del Pds assassinato nel marzo del 1992. Secondo gli inquirenti tutti e 4 gli omicidi sono stati messi a segno dalla camorra e forse anche dalla stessa cupola criminale che da trent’anni tiene in scacco Castellammare.

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