Castellammare. Rischio scioglimento del consiglio comunale, sospetti sulle pratiche edilizie

Tiziano Valle,  

Castellammare. Rischio scioglimento del consiglio comunale, sospetti sulle pratiche edilizie

C’è una pratica edilizia sbloccata ai familiari di un pregiudicato, un affidamento diretto per un lavoro di messa in sicurezza urgente a una ditta in odore di camorra e il patrocinio morale a un evento che aveva tra i finanziatori un affiliato al clan D’Alessandro, tra i documenti più scottanti che la commissione d’accesso ha segnato in rosso nella relazione che è stata messa a disposizione della Prefettura di Napoli, che dovrà formulare un parere sul possibile scioglimento del consiglio comunale a Castellammare di Stabia.Su questi atti si è concentrata l’attenzione degli investigatori che devono accertare possibili infiltrazioni della criminalità organizzata a Palazzo Farnese.La questione più delicata riguarda la pratica edilizia sbloccata in favore dei familiari di un pregiudicato della periferia nord di Castellammare di Stabia. Anche perché a eseguire i lavori di ricostruzione di una palazzina sarebbe stata una ditta considerata in odore di camorra. Gli atti in sé, a quanto pare, sarebbero regolari, ma gli investigatori hanno il sospetto che possano esserci state forzature per sbloccare quel procedimento che ha superato anche altre pratiche presentate molto tempo prima al Comune.Fari accesi anche sulla gestione degli eventi. Ce n’è uno, in particolare, che risale al Natale del 2018 e fu organizzato da un’associazione che riuscì a ottenere il patrocinio morale del Comune. A finanziare quella onlus, sospettano gli investigatori, c’era un affiliato al clan D’Alessandro.Elementi che la commissione d’accesso ha messo in evidenza nella relazione che ha consegnato alla Prefettura di Napoli, dopo i sei mesi d’indagine a Palazzo Farnese.Adesso tocca al Prefetto di Napoli, Claudio Palomba, formulare il suo parere (che non è vincolante, ma ha sicuramente un peso specifico importantissimo), al Ministero dell’Interno, che dovrà decidere per il possibile scioglimento del consiglio comunale di Castellammare di Stabia.Da oggi cominciano i giorni caldi su questo fronte. Qualora secondo si dovesse optare per lo scioglimento, la questione dovrà passare al vaglio del Consiglio dei Ministri per la ratifica del provvedimento. Qualora invece si optasse per formulare delle prescrizioni all’amministrazione comunale, il Ministero dell’Interno incaricherebbe il Prefetto di procedere in tal senso.La decisione è chiaramente molto attesa a Castellammare, dove la giunta, nonostante la spada di damocle del possibile scioglimento, sta lavorando per provare a intercettare i finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il 15 gennaio c’è la prima scadenza relativa al Cis (Contratto Istituzionale di Sviluppo) con il Ministero per il Sud, per il quale saranno presentate le schede per la riconversione della tratta ferroviaria Torre Annunziata-Castellammare-Gragnano, l’abbattimento dei silos dell’Acqua della Madonna e lo sviluppo del porto antico.Mentre l’opposizione ha già cominciato a lavorare all’alternativa all’amministrazione Cimmino.

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