Dilettanti. Sosta lunga, il prof Bianco: «No ai richiami di preparazione, serve fantasia»

Giovanni D'Avino,  

Dilettanti. Sosta lunga, il prof Bianco: «No ai richiami di preparazione, serve fantasia»

Il Covid-19 torna a fermare i Dilettanti: negli scorsi giorni, infatti, il Dipartimento Interregionale ha rinviato l’attività agonistica prevista per il 9 e 16 gennaio, disponendo che la ripresa del Campionato di Serie D avvenga domenica 23. Inevitabile, dunque, che le squadre debbano rivedere i loro programmi di allenamento, per far sì che i calciatori arrivino nelle migliori condizioni possibili alla ripresa delle ostilità. Ne abbiamo parlato con uno dei più importanti (e vincenti) preparatori atletici del panorama calcistico campano e non solo: Tommaso Bianco, per tutti “Il Prof”, da tre anni all’Afragolese ma con un passato anche tra le fila di Arzanese, Turris, Neapolis, Frattese, Nola, Savoia e Campobasso. Al Prof chiediamo subito se quella di interrompere i campionati si stata la decisione più giusta: “Credo proprio di si – esordisce – perché in questo momento i dati sono tornati ad essere allarmanti. La variante Omicron è sicuramente meno grave ma più contagiosa, ed il calcio è pur sempre uno sport di contatto: con la situazione attuale, basta giocare contro uno o due inconsapevoli positivi che si contagia tutta la squadra”. Riprendere il 23 gennaio significa, però, che le squadre resteranno un mese senza disputare partite ufficiali, nel momento clou della stagione. Come inciderà questo dal punto di vista fisico? “Non giocando, qualcosa sicuramente la perdi dal punto di vista del ritmo. Bisogna essere bravi a tenere i ragazzi sempre sul pezzo”. Poi, Bianco entra nello specifico riguardo le metodologie di lavoro più opportune in queste situazioni: “Personalmente non mi piacciono i carichi di lavoro eccessivi o quei richiami che si facevano a metà stagione negli anni passati. Ogni preparatore ha una sua metodologia, io sto impostando gli allenamenti sulle settimane-tipo che facciamo durante il campionato, ma cercando di variare il più possibile le attività, in modo che i ragazzi non si annoino e abbiano una mente sempre allenata a cose nuove. Al momento stiamo evitando allenamenti congiunti ed amichevoli, anche con la nostra Juniores, sebbene anche loro siano tamponati, come noi, ogni 48-72 ore. Preferiamo fare partitelle solo tra noi della Prima Squadra, anche se ovviamente non è la stessa cosa che farle contro un avversario”. In conclusione, chiediamo al Prof come il fatto di contrarre il Coronavirus possa incidere sulle prestazioni di un calciatore: “Il Covid ha certamente portato dei seri problemi agli atleti. Sono stati fatti degli studi in tal senso che hanno evidenziato come, rispetto all’epoca pre-pandemica, i giocatori si stanno infortunando in maniera molto più frequente, soprattutto a livello muscolare. Al netto di questo, non tutti quelli che hanno contratto il virus tornano in forma nello stesso arco di tempo: chi ha fatto cure a base di cortisone o antibiotici ci mette sicuramente di più, perché l’organismo ha bisogno di tempo per smaltirli, mentre chi lo ha contratto in forma lieve ha meno difficoltà a ritrovare in breve tempo la condizione ottimale”.

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