Pompei, la magia degli Scavi è più forte del virus: in un anno quasi un milione di turisti

Salvatore Piro,  

Pompei, la magia degli Scavi è più forte del virus: in un anno quasi un milione di turisti

Scavi, circa un milione di visitatori nel secondo anno di pandemia. Il Covid, al momento, non frena la ripresa del turismo. E’ di 999 mila e 719 il numero di visitatori accolti, nel 2021, agli Scavi di Pompei. La statistica, considerata l’emergenza sanitaria da virus Covid-19, può considerarsi molto positiva. Soprattutto se si considera la chiusura durata più di due mesi (dal 22 febbraio al 26 aprile 2021 ndr) causata dalle ultime restrizioni dovute alla pandemia. Il bilancio complessivo registrato nel settore turismo, per la sola città di Pompei, è ancor più lusinghiero se paragonato ai complessivi dati degli accessi al sito registrati nel 2020: 564.941 visitatori. Il dado è presto tratto. Nell’ultimo anno, gli Scavi hanno dunque sommato un incremento di circa 400 mila visitatori. Il Parco Archeologico di Pompei, complessivamente (ovvero sommando il numero di visite registrate nei siti cosiddetti minori di Oplontis, Castellammare di Stabia, Boscoreale) ha chiuso un 2021 ormai messo alle spalle con un milione e 36mila ticket venduti. Un trend positivo per il settore culturale, registrato anche negli altri siti archeologici e musei della Campania. Il Parco archeologico di Pompei resta però in cima alla classifica della ripresa del settore turistico con punte di 6 mila biglietti venduti al giorno durante le ultime feste di Natale. «Pompei è tornata a nuova vita ed è diventata un modello di spesa virtuoso a livello internazionale». È questa la sintesi del bilancio espresso dal Ministero della Cultura in relazione alle attività svolte negli ultimi sette anni presso il Parco Archeologico di Pompei. Secondo fonti ministeriali, il fiore all’occhiello per la ripresa del turismo – nel periodo compreso tra il 2014 e il 2021 – è stato il Grande Progetto Pompei (Gpp): il progetto per la tutela e la valorizzazione dell’area archeologica finanziato dalla Commissione Europea per un importo di 105 milioni di euro. Imponenti i numeri del Gpp. Sono state 781 le imprese coinvolte nel Grande Progetto; 30 mila i metri cubi di materiale di scavo (lapilli, cenere e terreno) rimosso durante l’intervento. Attualmente, risultano eseguiti 74 interventi: 51 per il piano delle opere (interventi su strutture archeologiche); 8 per il piano della conoscenza; 2 per il piano della sicurezza; 7 per il piano della capacity-building; 8 per la fruizione e comunicazione. Dall’inizio del Grande Progetto Pompei, grazie agli interventi di messa in sicurezza e restauro, sono stati restituiti alla visita del pubblico 46 edifici tra i quali i Praedia di Giulia Felice, la Casa del Criptoportico, la Casa di Leda e il Cigno, quella del Frutteto, la Casa degli Amanti e Villa dei Misteri. I visitatori (comprensivi anche dei siti archeologici minori) sono cresciuti ogni anno: 2.668.178 nel 2014; 2.978.884 nel 2015; 3.209.089 nel 2016; 3.418.733 nel 2017; 3.649.374 nel 2018 fino ai 3.937.468 del 2019. Nel 2020, a causa della pandemia, il calo è stato devastante, con una riduzione del numero di visite pari a oltre l’85%. Quest’anno, poi, l’auspicata ripresa. Dovuta anche all’incremento nella somministrazione dei vaccini.

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