Contagi all’ospedale San Leonardo di Castellammare, il virus dilaga in corsia

Tiziano Valle,  

Contagi all’ospedale San Leonardo di Castellammare, il virus dilaga in corsia

Sei infermieri positivi al Covid-19, uno costretto in quaratena in attesa di tampone: la situazione che sta vivendo il reparto di Medicina d’Urgenza fotografa al meglio le criticità di un ospedale San Leonardo al collasso in questa quarta ondata della pandemia. Il virus corre veloce tra gli operatori sanitari. Sono decine i contagiati, ma per fortuna tutti vaccinati e anche per questo motivo non si registrano casi gravi. Però una volta che il tampone segnala la positività non possono andare a lavorare e la conseguenza peggiore, al momento, è proprio l’assistenza ai pazienti che viene garantita a fatica. Quello di Medicina d’Urgenza è considerato il reparto sentinella all’interno dell’ospedale di Castellammare, perché fin dall’inizio della pandemia sono cominciati proprio da lì i guai del presidio sanitario stabiese. E oggi, quando sono in arrivo settimane ancora dure da affrontare, secondo gli esperti, nel reparto di Medicina d’Urgenza è rimasto solo un infermiere per turno. Il lavoro è massacrante, i rischi sono alti, e si va avanti temendo il peggio. La questione ruota attorno alla mancata definizione dei percorsi. Nella notte tra domenica e lunedì, il pronto soccorso è rimasto chiuso per oltre un paio d’ore per una necessaria sanificazione, dopo la scoperta di pazienti positivi al virus sia tra le persone in codice rosso, che in codice verde. Un rischio anche per le persone non contagiate di contrarre il virus e finire nel reparto dedicato ai pazienti Covid, che ormai scoppia. Dovrebbe ospitare al massimo 7 pazienti, ma nella giornata di ieri si è arrivati a 21. Non ci sono casi gravissimi, ma sono sistemati su barelle di fortuna, spesso anche nei corridoi. Nella seconda ondata della pandemia, si cercò di trovare rimedio a questa situazione dedicando anche altri reparti ai pazienti Covid, come la stessa Medicina d’Urgenza e la Rianimazione. Una opportunità che per ora non sembra essere stata vagliata dal direttore sanitario Mario Muto, in attesa di indicazioni dai vertici dell’Asl Napoli 3 Sud. L’attesa però sta cominciando a stancare gli operatori sanitari sfiniti da quasi due anni di lotta con il virus e il ritorno prepotente dei contagi anche tra le loro file. In Chirurgia si registrano 8 operatori sanitari positivi, nel pronto soccorso si arriva a 12 e casi di positività ci sono anche in Oculistica, Ginecologia e Radiologia. Contagi che stanno appesantendo il clima all’interno di un presidio dove ormai sono saltati tutti gli schemi per quanto riguarda gli orari di lavoro e la stesse misure di sicurezza da garantire a chi entra in corsia per garantire le necessarie cure ai pazienti, ma finisce per ammalarsi.

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