Torre del Greco, lite tra Lega e Pd sugli «infiltrati» nella maggioranza di Palomba

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, lite tra Lega e Pd sugli «infiltrati» nella maggioranza di Palomba
Maria Gabriella Palomba e Salvatore Romano

Torre del Greco. La settimana decisiva per il futuro dell’amministrazione comunale targata Giovanni Palomba è solo all’inizio, ma già si respira aria da campagna elettorale all’ombra del Vesuvio. Con i vertici locali della Lega pronti a gettare benzina sul fuoco delle polemiche sollevate dal segretario cittadino del Pd: un violento botta & risposta per accendere il dibattito politico in attesa delle «evoluzioni» in merito alle grandi manovre in corso a palazzo Baronale per chiudere anticipatamente l’esperienza da primo cittadino del mobiliere di via monsignor Felice Romano.

Il botta & risposta

«Non ci sono iscritti del Pd in consiglio comunale – aveva ribadito Salvatore Romano all’indomani della nuova crisi politica scoppiata in municipio -. Il sindaco andrà a casa per suoi esclusivi demeriti, oggettivamente sotto gli occhi di tutti». Una netta presa di distanze dai «frondisti» Gaetano Frulio e Luisa Liguoro – entrambi riferimento di Luigi Mennella, il vicepresidente della Gori con il sogno della fascia tricolore della quarta città della Campania – accompagnata da una stoccata alla Lega, accusata senza mezzi termini di avere sostenuto con propri candidati l’attuale squadra di governo cittadino. Parole capaci di scatenare l’immediata risposta di Maria Gabriella Palomba, coordinatrice della Lega di Torre del Greco: «Desta sconcerto l’atteggiamento del Pd – la replica dell’ex consigliere comunale di Forza Italia  ai tempi del secondo mandato di Ciro Borriello -. Per anni il primo partito del centrosinistra ha scelto scaltramente di governare sotto mentite spoglie come socio occulto di Giovanni Palomba & company e adesso si è svegliato d’improvviso dal lungo letargo per attaccare la stessa amministrazione comunale fino a oggi sostenuta in maniera incondizionata, dando così inizio all’ennesima campagna mediatica all’insegna delle menzogne, degli inciuci e delle mezze verità, nel disperato tentativo di salvare la faccia agli occhi dei cittadini e di provare a gettare le basi per la futura campagna elettorale». Chiaro il riferimento al consigliere regionale Loredana Raia – la prima a scendere in strada per festeggiare l’elezione di Giovanni Palomba, portato sotto braccio in trionfo la notte della vittoria al ballottaggio – e ai vari esponenti democrat «infiltrati» in municipio, a partire dall’assessore ai lavori pubblici Felice Gaglione per finire alla debuttante Iolanda Mennella e al ripescato Ciro Accardo.

L’invito alla sfiducia

«Il castello di bugie costruito dal centrosinistra sta crollando miseramente – rincara la dose Maria Gabriella Palomba -. Pertanto chiediamo nuovamente agli esponenti locali e regionali del Pd verità e chiarezza: basta fingere di non sapere come stanno le cose, piuttosto occorre passare finalmente dalle parole ai fatti così da tornare presto al voto e ridare voce ai cittadini». A chiudere la «stoccata di ritorno» a Salvatore Romano: «Per amore di verità – conclude la coordinatrice locale del Carroccio – mi corre l’obbligo di ricordare ai professoroni del Pd come il simbolo Lega Salvini Premier non fosse presente alle ultime elezioni comunali». In fondo, esattamente come il simbolo del Pd. Eppure – a ulteriore conferma della «consistenza» dei partiti di qualsiasi schieramento – volano le accuse reciproche sugli «infiltrati» sulla carovana del buongoverno di palazzo Baronale.

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