Pestaggi ai carabinieri e cento clienti al giorno: così i ras dello spaccio hanno conquistato Ercolano

Ciro Formisano,  

Pestaggi ai carabinieri e cento clienti al giorno: così i ras dello spaccio  hanno conquistato Ercolano

Ogni giorno, davanti a quel cancello di ferro di vico San Giulio, si presentavano decine e decine di persone. Dalle sbarre facevano passare banconote da 5, 10 e 20 euro. E in pochi secondi ricevevano in cambio la dose di hashish pronta per l’uso. Un copione che si ripeteva fino a 100 volte al giorno, dal mattino fino a mezzanotte. Un’attività frenetica e redditizia. Un business che avrebbe arricchito i capi di quella piazza di spaccio immersa nel cuore del centro storico di Ercolano. Ras che avevano al loro fianco anche i cittadini del quartiere che anziché ribellarsi alla presenza della droga avrebbero affiancato i pusher arrivando ad aggredire i carabinieri impegnati in un controllo. Sono alcuni degli inquietanti retroscena dell’inchiesta che all’alba di martedì mattina ha portato all’arresto di 8 persone: tutte ritenute coinvolte, con vari ruoli, nell’associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di droga ricostruita dai carabinieri e dall’Antimafia. A capo del gruppo, sostengono gli inquirenti, ci sarebbe Vincenzo Cefariello, alias bulldozer, fratello di un boss pentito del clan Birra. Bulldozer avrebbe finanziato e organizzato la piazza di spaccio guidata, tra gli altri, da sua sorella Veronica. Una piazza di spaccio capace di macinare migliaia di euro al giorno, come ribadisce il gip nelle pieghe del provvedimento cautelare che ha portato anche all’esecuzione dei divieti di dimora in Campania per altri 3 indagati finiti al centro delle indagini. Importanti, per ricostruire il giro d’affari del gruppo, sono stati gli accertamenti investigativi realizzati sul campo dai carabinieri. I militari dell’Arma, attraverso alcune telecamere installate nei pressi della piazza di spaccio, hanno documentato il «frenetico» via vai di clienti. Negli atti si fa riferimento, in particolare, agli accertamenti eseguiti il 17 novembre del 2017. Nel giro di 6 ore i carabinieri documentano  ben 30 episodi di spaccio tra le 13 e 50 e le 20. Ma tra le contestazioni agli indagati appaiono anche episodi di presunte cessioni di droga a notte fonda o alle 9 del mattino. Un dato questo che secondo gli inquirenti confermerebbe la centralità assunta dal gruppo nella geografia dello spaccio sul territorio di Ercolano e non solo. Nel corso delle indagini i carabinieri hanno anche sequestrato un manoscritto con la contabilità del gruppo e altri documenti in grado di far luce sul business gestito – sostiene la Dda – dal gruppo criminale. Gli indagati, tra l’altro, avrebbero anche fatto leva sull’appoggio dei cittadini del quartiere per confermare il proprio dominio sui vicoli di Pugliano. Un elemento che emergerebbe dalla violenta aggressione subita dai carabinieri nel corso di un controllo ai danni di uno degli arrestati, episodio avvenuto il 27 novembre del 2017. In quella circostanza, per evitare che le forze dell’ordine scoprissero la droga, cinquanta persone del quartiere avrebbero accerchiato e aggredito i rappresentanti delle forze dell’ordine.

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