Castellammare. Acqua della Madonna, via libera dell’Università: si può tornare a bere

Redazione,  

Castellammare. Acqua della Madonna, via libera dell’Università: si può tornare a bere

Eliminate tutte le fonti d’inquinamento, la mescita dell’acqua della Madonna e Acidula sarà presto riattivata. Decisivi i lavori di manutenzione straordinaria che sono stati realizzati nei tempi previsti dal Comune. Una notizia importante per i tanti stabiesi e non che si recano alle fontane del quartiere storico di Castellammare per bere l’acqua più rinomata della città e riempire le bottiglie e le taniche da portare a casa.Nella giornata di ieri, l’Università Federico II di Napoli ha trasmesso i risultati delle indagini chimiche e chimico-fisiche condotte sulle sorgenti stabiesi, che hanno confermato la purezza dell’acqua della Madonna e Acidula. I risultati sono già stati trasmessi all’Asl Napoli 3 Sud che ora dovrà dare il via libera definitivo all’amministrazione comunale per la riattivazione della mescita.Un risultato importante quello raggiunto dalla giunta Cimmino che è riuscita a colmare una lacuna negli interventi di manutenzione sulle condutture che durava da decenni.Sono state realizzate opere edili e idrauliche, la manutenzione straordinaria, la pulizia, l’installazione di impianti elettrici, di aerazione ed antintrusione.

La sorgente denominata “acqua Acidula” – come ricordato anche da una recente nota del Comune – è situata all’interno di un locale al piano terra di via Brin e la captazione delle acque minerali avviene per mezzo di tre “polle” sorgive che adducono l’intera massa liquida alla mescita nell’omonima piazzetta. La sorgente dell’acqua della Madonna, invece, è ubicata in un locale seminterrato della chiesa di Santa Maria di Porto Salvo dove le acque vengono addotte direttamente sulla banchina.Nel corso di questi mesi sono state rimosse le apparecchiature elettromeccaniche e gli impianti dismessi e sono state effettuate opere edili ed idrauliche per adeguare il sistema di captazione delle acque.Il problema era sorto lo scorso marzo quando le analisi ordinate dal Comune avevano fatto rilevare valori oltre i limiti di soglia, riguardo alla presenza di Nichel. L’Asl ne aveva disposto la chiusura e da quel momento era stato vietato il prelievo da parte dei cittadini.

I lavori necessari per risolvere questo problema, in effetti, avevano fatto rilevare diverse criticità come la presenza di sabbia e residui nei tubi usurati dal tempo.Gli operai hanno così lavorato alla sostituzione dei tubi in metallo con le condutture in polietilene ad alta densità (Pead), al fine di evitare i fenomeni di corrosione che nel tempo hanno determinato la presenza di impurità nel flusso dell’acqua a causa della scarsa manutenzione protrattasi per decenni.La bontà degli interventi sono stati confermati anche dai risultati delle analisi condotte dall’Università Federico II che adesso consegnano alla città la possibilità di poter tornare a bere in serenità l’acqua della Madonna e Acidula, per i prossimi anni.

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