Sartore e l’addio alla Turris: «Sono andato via per trovare più spazio»

Bruno Galvan,  

Sartore e l’addio alla Turris: «Sono andato via per trovare più spazio»

Francisco Sartore è da pochi giorni al Fiorenzuola ma nella sua mente c’è ancora la traccia forte dei colori rosso corallo che ha vestito fino a qualche  tempo fa: “La scelta di lasciare è stata soltanto per avere più spazio. A prescindere da questo – precisa Sartore – sono felice della parentesi a Torre del Greco, sono stato in un gruppo di ragazzi eccezionali nonché forte sul campo. A 26 anni cerchi continuità d’utilizzo e lì non ne avevo anche se il mister, in una delle ultime conferenze stampa, ha ammesso che avrei meritato di fare più minuti. Se fossi stato un giovane sarei rimasto. Mi è dispiaciuto molto dover prendere questa decisione”.

A proposito del mister, è vero che ha provato a convincerti a restare fino all’ultimo momento?

“Abbiamo parlato prima che partissi per Fiorenzuola. Mi ha ribadito la sua stima e che se giocavo di meno non era per demerito. Non c’è stato alcun tipo di problema. Ho pensato sempre a dare il massimo. Non volevo andarmene, lì mi sentivo in famiglia perché c’è un gruppo sano in cui non ci sono invidie. Sapevo di avere davanti a me tre giocatori forti, ma tra di noi c’è sempre stato un rapporto eccellente. Come ho detto, a 26 anni cerchi di trovare continuità specialmente se hai contratto in scadenza a giugno. Ho fatto le valigie solo per questo e non per altre cose”.

Che Turris hai lasciato?

“Una squadra forte che può arrivare tra le prime sei in classifica. C’è un allenatore bravo e dei calciatori di spessore. Auguro davvero di cuore a loro di fare ancora meglio in questo girone di ritorno perché meritano davvero ogni tipo di bene”.

Quanto ha pesato il fatto di essere arrivato in corso d’opera?

“Abbastanza perché sono arrivato lì senza aver fatto preparazione. Con il mister si va a cento all’ora negli allenamenti e se non stai bene fai fatica. In più davanti avevo giocatori formidabili come Vito, Emanuele e Luca che giustamente erano le prime scelte”.

Il rammarico più grande qual è stato?

“Mi è mancato qualche gol. Penso per esempio al palo con il Monterosi oppure al miracolo del portiere del Campobasso. Magari se avessi segnato qualcosa sarebbe cambiato ma nel calcio i se ed i ma lasciano il tempo che trovano”.

Quali sono i ricordi che porterai dentro di questa esperienza?

“L’affetto della gente che ci ha seguito nonostante le restrizioni Covid. Il mio grazie va anche a tutti coloro che lavorano nella Turris, ho conosciuto persone splendide davvero. Sul piano sportivo restano indimenticabili le vittorie con Juve Stabia e Catanzaro perché ottenute giocando alla grande”.

Chi può essere l’uomo copertina del girone di ritorno?

“La Turris ragiona da squadra, è quella la sua forza. Se devo dire però un nome, dico senza dubbio Pavone. È un ragazzo che ha talento, può essere lui il jolly dei corallini”.

Si vocifera che il tuo sia un arrivederci e non un addio…

“Nel calcio mai dire mai. Adesso sono concentrato su questa nuova avventura, ma continuerò a seguire i miei ex compagni. Il popolo torrese merita davvero le migliori fortune”.

CRONACA