Covid, fuori dall’inferno: Vincenzo ha riaperto gli occhi, il 31enne di Scafati chiede dei figli

Redazione,  

Covid, fuori dall’inferno: Vincenzo ha riaperto gli occhi, il 31enne di Scafati chiede dei figli

Sta lottando come un leone contro il Covid 19. E dopo alcuni giorni di forte preoccupazione, si è risvegliato. Appena ha riaperto gli occhi, ha chiesto dei suoi due figli e a breve potrebbe anche parlare con la famiglia. I medici sono pronti a organizzare una videochiamata sperando che magari le sue condizioni possano consentirglielo. La speranza è che quanto prima possa debellare il virus, guarire e tornare finalmente a casa dai suoi cari.

Vincenzo Mercurio, il trentunenne di Scafati ricoverato in Rianimazione al Policlinico della Federico II di Napoli, è in ripresa. «Ma – spiega sua moglie Raffaella in un post pubblicato sui social – la strada è ancora lunga». Eppure l’emozione di sapere che suo marito sta meglio è unica. «Ho il cuore pieno di gioia – scrive la donna sui social – Il Signore ci ha ascoltato, la strada è ancora lunga ma abbiamo fatto un passo avanti. Vincenzo è sveglio, ha chiesto di me e dei miei figli. Tra poche ore avrà anche il suo telefono e lo potremo vedere in videochiamata».

La signora Mercurio, diversi giorni fa, aveva chiesto a tutti di pregare per il marito. «La prima cosa che gli racconterò – scrive ancora la donna – sarà l’affetto di tutti voi che siete stati vicino a noi con le vostre preghiere e con i vostri messaggi e tanto altro». La storia di Vincenzo è da brividi. E’ padre di due bambini di 8 e 4 anni, ama profondamente la sua famiglia ma tempo fa la vita lo ha messo dinanzi a ostacoli e difficoltà. A seguito di alcuni controlli, subisce una diagnosi durissima: quella di una rara forma di leucemia. Lui e sua moglie, però, reagiscono, non si abbattono, non si fermano. Lottano e credono nell’amore, nella vita e nella medicina. Tre mesi fa avviene la svolta: grazie ad un donatore compatibile, Vincenzo riceve il trapianto di midollo osseo. L’intervento riesce, tutto fila liscio. Le sue condizioni di salute migliorano sensibilmente ed il peggio appare ormai alle spalle. Tanto che l’ematoncologa che lo segue si dice alquanto fiduciosa tanto che si iniziano a valutare i tempi per somministrare all’uomo il vaccino anti Covid. Stando ai protocolli, poiché soggetto trapiantato, non era stato possibile inoculargli dosi. Evidentemente, tutto si lega alle cure propedeutiche al trapianto e a quelle che vengono portate avanti dopo l’operazione per scongiurare il rischio del rigetto. La moglie di Vincenzo, intanto, si vaccina. Poi contrae il Covid 19, risulta positiva a un tampone e segue da casa, a pochi passi dal centro città, la delicata degenza del marito. Il 2 gennaio scorso, succede che Vincenzo effettua un test e scopre di essere positivo al coronavirus nonostante gli accorgimenti sempre rispettati in modo rigoroso pure alla luce pure delle sue condizioni post trapianto.Nel giro di pochissime ore, il trentunenne accusa forti sintomi. Le sue condizioni precipitano. Viene portato al vicino Polo Covid Scarlato di Scafati, e dopo qualche giorno è trasferito a Napoli, in Rianimazione, dove può essere seguito dall’equipe di medici che lo hanno in cura da tempo. La situazione diventa difficile tanto che si rende necessario intubarlo. Sua moglie, così, decide di rendere pubblica la delicata vicenda diffondendo sui social l’appello a pregare per il marito.  Nella giornata di ieri è arrivata la svolta. Vincenzo si è svegliato, sta meglio e si spera possa tornare a casa quanto prima.

«Lo hanno estubato ed è sveglio – dice commossa la donna – E’ un vero e proprio miracolo, presto ci sentiremo telefonicamente. Speriamo che quanto prima possa tornare a casa».

CRONACA