Alberto Dortucci

Corsa al voto a Torre del Greco, il risiko delle alleanze: sprint centrodestra

Alberto Dortucci,  
Caldarola lancia la volata per la fascia, Salerno scarica il M5S e si (ri)mette all’asta. Forza Italia inaugura una nuova sede dopo 10 anni, Pd ostaggio di Mennella

Corsa al voto a Torre del Greco, il risiko delle alleanze: sprint centrodestra
L'apericittà di Luigi Caldarola

Torre del Greco. Alla prossima corsa alle urne manca esattamente un anno, ma all’ombra del Vesuvio si respira già aria di campagna elettorale. Con gli aspiranti candidati all’eredità di Giovanni Palomba pronti a spingere sull’acceleratore per inseguire l’ex sindaco Ciro Borriello, già ufficialmente in campo per il «ritorno» a palazzo Baronale. E se il centrodestra è in fermento per posizionare le prime tessere del risiko delle alleanze, la scissione del M5S – il capogruppo Vincenzo Salerno ha salutato senza rimpianti i grillini, mentre Santa Borriello è rimasta aggrappata insieme all’onorevole Luigi Gallo all’ex corazzata pentastellata – apre nuovi scenari in vista dei «mesi caldi» delle trattative. Dal proprio canto, invece, il centrosinistra – in particolare, il Pd – si ritrova ostaggio delle ventennali ambizioni da primo cittadino del «sempreverde» Luigi Mennella, partito a inizio gennaio in fuga (solitaria) per l’agognata candidatura a sindaco.

Il primo vernissage

A dare il via alla campagna elettorale con un anno d’anticipo è stato il soldato Luigi Caldarola, l’unico con una «strada» già tracciata e sicura: «Mai con Giovanni Palomba e mai con Ciro Borriello», il punto di partenza dell’ex alleato di entrambi i sindaci. Un punto di partenza alla base dell’incontro organizzato in via Nazionale con la lista civica Il Cittadino – presente il fondatore Luca Manzo, fresco di bis in consiglio comunale a Portici – e finalizzato all’apertura di «un dialogo e un confronto con la società civile». Ma, in verità, «a fare numero» all’appuntamento dal sapore del vernissage politico sono stati gli addetti ai lavori. Compresi gli «infiltrati» di Valerio Ciavolino e Luigi Mele e i vari «simpatizzanti» di area Pd.

Il rilancio di Forza Italia

Chi, invece, non è neanche passato per un «saluto di cortesia» sono stati gli esponenti locali di Forza Italia con cui lo stesso Luigi Caldarola aveva inizialmente aperto il tavolo politico del centrodestra. D’altronde, il progetto dei berluscones guidati dal commissario cittadino Dario Colombo è chiaro come testimonia l’apertura della nuova sede – la prima dai tempi del «barone» Gennaro Cirillo – in via Circumvallazione: puntare alla guida della quarta città della Campania sull’asse Romina Stilo-Donato Capone. Non a caso, oggi sono attesi per l’inaugurazione della nuova «casa azzurra» tutti i big napoletani di Forza Italia, a partire da Michela Rostan e Fulvio Martusciello.

Gli ostaggi del Pd

Chi pure era partito con largo anticipo per scongiurare gli errori del passato – uno su tutti: la mancata presentazione della lista alle elezioni del 2018 – era il segretario cittadino del Pd. Ma la «spinta propulsiva» di Salvatore Romano è andata a sbattere contro le solite velleità di Luigi Mennella, il delfino del consigliere regionale Mario Casillo a caccia da venti anni della candidatura a sindaco. La fuga in avanti dell’ex consigliere comunale ha ingessato il percorso politico del Pd. E lo stesso taglio del nastro della sede all’interno del circolo sociale Guido Mazza è stata rinviata a fine giugno. In fondo, al voto manca un anno.

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