Paletti per occupare i posti auto, la denuncia della vedova Cerrato: «A Torre Annunziata vince l’omertà»

Giovanna Salvati,  

Paletti per occupare i posti auto, la denuncia della vedova Cerrato: «A Torre Annunziata vince l’omertà»

Paletti abusivi per occupare un posto pubblico e renderlo proprio, ad uso esclusivo dei privati. E’ questa la denuncia, l’ennesima, che arriva da Tania Sorrentino, la vedova Cerrato. La donna ha segnalato pubblicamente, come ormai fa da un anno dopo la tragedia che le ha strappato il marito, le occupazioni abusive. Questa volta però a far rumore e indignare è l’immagine di quel posto occupato a pochi passi dal comando degli agenti della polizia municipale. «Questa è Torre Annunziata – denuncia Tania Sorrentino – a venti metri appena dal comando della polizia municipale si verifica questo». Un doppio schiaffo allo Stato, l’affondo della vedova del dipendente degli Scavi massacrato un anno fa: «La morte di mio marito, di un onesto padre di famiglia non solo non ha scosso gli animi ma non è servita a nulla». Maurizio Cerrato è stato ucciso il 19 aprile dello scorso anno: era piombato in piazza IV Novembre per aiutare sua figlia. Adriana aveva lasciato l’auto in un posto che veniva rivendicato dalla famiglia Scaramella, di qui la lite, l’accoltellamento e la morte di un padre tra le braccia della propria figlia. Proprio nei giorni scorsi Adriana doveva essere ascoltata in aula nel faccia a faccia con le belve che uccisero suo padre ma il processo non si è celebrato a causa dell’indisponibilità per motivi di salute del giudice Cristiano l’udienza è stata rinviata al prossimo primo luglio. Maria Adriana dovrà fare alcuni chiarimenti per delle dichiarazioni rilasciate alle autorità nei giorni successivi all’incidente probatorio. Di fronte a lei le quattro belve, Antonio e Francesco Cirillo e Giorgio e Domenico Scaramella, che ammazzarono il padre per un parcheggio il 19 aprile del 2021 in via IV Novembre a Torre Annunziata. Assieme a lui dovrà essere sentito anche l’appuntato Santonicola. Intanto sua madre non si ferma e continua a chiedere giustizia per un massacro senza motivo: da quel giorno è impegnata in prima linea per cercare di evitare che accadano altre tragedie. E proprio ieri l’ennesimo grido, l’urlo finalizzato a ripristinare la legalità denunciando con tanto di foto l’occupazione di un posto. Un fenomeno che a Torre Annunziata sembra diventato ormai una costante. Puntualmente spuntano decine di ostacoli piazzati per occupare un posto che di fatto appartiene alla cittadinanza. In più occasioni i carabinieri e gli stessi agenti del comando della polizia municipale avevano effettuato blitz smantellando i posti occupati abusivamente. Ora l’ennesima segnalazione ma in città fioriere utilizzate per riservare posti auto, sedie sui marciapiedi continuano a restare una immagine costante. «Questa città non vuole cambiare – conclude Tania Sorrentino – non credo di essere l’unica cittadina che vede quei posti occupati, vigili compresi visto che il tutto si consuma ad appena venti metri proprio dalla caserma dei vigili urbani. Non si può continuare a restare in silenzio, bisogna intervenire e denunciare tutti insieme, sennò non cambierà mai nulla».

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