‘Toni aggressivi e violenti’, radiata medico no vax radiata

Redazione,  

‘Toni aggressivi e violenti’, radiata medico no vax radiata

“Toni violenti e aggressivi, una campagna verbale contro colleghi, ministero e lo stesso Ordine”. Con queste motivazioni l’Ordine dei medici di Venezia ha radiato dall’albo, Barbara Balanzoni, la dottoressa che lavora come anestesista in libera professione in varie strutture sanitarie del Nord Italia, che nel corso della Pandemia ha rivendicato le sue posizioni no vax utilizzando i social come cassa di risonanza. Proprio con un post la 47enne emiliana ha annunciato la sua cancellazione ed ha elencato tutti i nomi dei medici che hanno votato la radiazione. L’Ordine ha contestato all’anestesista anche i modi con i quali avrebbe manifestato le sue posizioni anti-vaccino, “insultando senza ritegno, usando frasi e parole volgari e scurrili”. Uno stile a cui non ha rinunciato neanche oggi commentando, via twitter, con un “me ne fotto” la decisione dell’Ordine. Oggi, intanto, il gup di Pistoia ha condannato a 5 anni, 3 mesi e 10 giorni Federico Calvani, 67 anni, il medico della Montagna Pistoiese accusato di aver vaccinato per finta 60 pazienti per far ottenere loro il green pass.

Nei confronti di Calvani le accuse erano di peculato, falso e truffa. Il giudice ha anche disposto una provvisionale di 20mila euro ciascuno alle parti civili costituite: l’Ordine dei medici di Pistoia, l’Asl toscana e lo Stato. Sempre sul fronte giudiziario la Procura di Roma ha citato in giudizio quattro persone accusate di avere inviato mail con minacce di morte al ministro della Salute, Roberto Speranza, tra l’ottobre del 2020 e il gennaio del 2021. “Ci vediamo in obitorio”, “ti ammazziamo la famiglia e poi ti spelliamo vivo”, le frasi che compaiono nelle missive arrivate in forma anonima anche alla segreteria del ministro. Oggetto della campagna d’odio le politiche del governo contro il Covid. Nei confronti degli indagati, tutti uomini di età compresa tra i 56 e 36 anni, il reato contestato è di minacce aggravate. In base a quanto ricostruito dai carabinieri del Nas che hanno svolto le indagini, in tre mesi sono state inviate circa una cinquantina di mail al capo del dicastero della Salute. Tra i quattro, residenti a Torino, Cagliari, Milano ed Enna, non sono emersi collegamenti. In alcune mail, inviate da account fittizi, si leggono frasi del tipo: “dovete andare sulla sedia elettrica”, “chiudi la bocca o ti taglio la lingua” e c’è chi scrive “la pagherete caro per il terrore che state facendo” o “dovrai finire in carcere per i morti che hai causato”. Per i quattro il processo è stato fissato al prossimo 20 settembre davanti al giudice monocratico del Tribunale di Roma.

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