Generazione Z a confronto a Sorrento: giovani preoccupato per il lavoro, ma resilienti

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Generazione Z a confronto a Sorrento: giovani preoccupato per il lavoro, ma resilienti

Sorrento. L’onda lunga della pandemia ha segnato la Generazione Z: il 45% ha oggi forti timori nella ricerca di un lavoro, mentre le ansie legate alle prospettive finanziarie a lungo termine sono aumentate del 47%.

Tre ragazzi su 10, inoltre, hanno deciso di non spostarsi più per studiare fuori dal proprio Comune per motivi di natura economica.

Ma i sogni e la resilienza restano, perchè oltre il 60% continua ad avere mire imprenditoriali e guarda al benessere collettivo, puntando tutto su ambiente e turismo sostenibile.

E’ quanto emerge da una ricerca Unwto, l’Organizzazione mondiale del turismo, condotta su oltre duemila giovani tra i 13 e i 20 anni in occasione del Summit mondiale in corso a Sorrento.

Dalla ricerca, promossa dall’Unwto e curata dalla ricercatrice Teresa Agovino, esperta di turismo sostenibile, emerge che l’impatto emotivo del Covid-19 sulla Generazione Z è stato complessivamente contenuto.

Moderato per il 51,2% degli intervistati, basso per il 29,6%, nullo per il 4,7%. Solo il 14,5% ha invece dichiarato di aver subito reazioni negative. E ad avere problemi sono state più le donne che gli uomini.

Capitolo scuola. Il 60% degli intervistati, in particolare le ragazze, ha subito stress nell’utilizzo di strumenti digitali e nell’apprendimento. Oltre un quarto dei maschi intervistati ha poi dichiarato di aver migliorato, nel corso della pandemia, i propri rapporti sociali, mentre meno di un quinto delle donne ha fatto un’affermazione simile. “Ma la socialità fra i giovani resta di certo l’elemento più importante. Non a caso la ricerca evidenzia come solo un quarto di loro era, diciamo così contento, di seguire le lezioni online”, spiega Alessandra Priante, direttore per l’Europa Unwto, secondo cui lo studio dimostra soprattutto “la resilienza dei nostri ragazzi”.

Riguardo alla questione ambientale, l’84% degli adolescenti intervistati pensa che non siano state prese adeguate contromisure ai cambiamenti climatici e la pandemia, stando sempre ai dati, ha rafforzato questa sensazione.

Otto ragazzi su dieci, soprattutto le donne, credono che sia ormai necessario cambiare il proprio stile di vita. Cosa fare? Ridurre il consumo di carne e di plastica, non sprecare e partecipare attivamente alla vita comunitaria e politica.

Ma non solo: “La ricerca – conclude Priante – evidenzia una cosa bellissima, evidenzia che i nostri giovani stanno cambiando il modo di fare turismo, puntando su viaggi sostenibili. Più di un terzo degli intervistati sta già acquistando pacchetti di questo tipo, al di là dei costi. Una sensibilità che, ne sono certa, aumenterà nei prossimi anni perché i nostri giovani sono più attenti di noi alle opzioni di mobilità a emissioni zero, agli alloggi a basso impatto ambientale e soprattutto al cibo biologico”.

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