Ecco chi era il rapinatore di Torre Annunziata, terrore dei benzinai

Giovanna Salvati,  

Ecco chi era il rapinatore di Torre Annunziata, terrore dei benzinai

Il suo nome è legato a doppio filo all’omicidio di Giancarlo Siani. Lui nipote di secondo grado di Alfonso Agnello, alias chiochio che fu accusato della morte del giornalista del Mattino (poi scagionato) è un di quei giovani della Torre Annunziata cresciuto a pane e camorra. Ex calciatore che aveva messo da parte le scarpette e impugnato invece una pistola. E il suo nome, ieri mattina, è finito nell’ordinanza di arresto che ha consentito ai carabinieri di Torre Annunziata di arrestare Pasquale Agnello. E’ lui il rapinatore seriale che per mesi ha messo a segno diverse rapine nei distributori di carburante di Torre Annunziata ma anche di altre città vicine. Non temeva di superare il confine e ogni giorno ne sceglieva uno diverso: era partito dalla città di Torre Annunziata, poi di era spostato a Torre del Greco, Trecase, Pompei, Santa Maria la Carità e Scafati. In due mesi, gennaio e febbraio 2022 era riuscito ad incassare migliaia di euro. La modalità sempre la stessa: arrivava in sella  al suo scooter. Puntava una pistola contro il dipendente del distributore e lo minacciava di aprire il fuoco se non avesse consegnato i soldi. I colpi venivano effettuati sia di giorno che di notte, e non temeva minimamente di essere riconosciuto. Una doppia sfida allo Stato. Anche la moto sulla quale viaggiava e si muoveva per effettuare i colpi era chiaramente visibile. Ma è proprio lo Stato ad averlo fermato. Grazie proprio a quelle telecamere: poche quelle pubbliche ma preziose quelle degli impianti privati che hanno ripreso ogni singolo istante di quella sequenza. I carabinieri sono riusciti a mettere insieme ogni piccolo dettaglio ed elemento e ricostruire così l’identikit del rapinatore: per Agnello l’accusa rapina aggravate dall’uso di armi da fuoco, oltre che detenzione abusiva di arma. L’inchiesta è partita dopo le denunce degli esercenti. Ma ora l’inchiesta non si ferma: i carabinieri sono sulle tracce del suo complice ancora non identificato. «Le indagini – fanno sapere dalla Procura –  rese oltremodo difficoltose dal travisamento del rapinatore, si sono avvalse dei sistemi di videosorveglianza, i cui filmati sono stati compiutamente analizzati dagli inquirenti al fine di ricavarne ogni particolare utile per l’individuazione dell’autore delle rapine e del mezzo dallo stesso utilizzato».  Nel corso delle rapine, durante le quali non veniva mostrata alcuna remora nel minacciare le vittime con una pistola, direttamente puntata contro gli addetti al rifornimento in possesso di  denaro contante, erano stati complessivamente sottratti, nell’arco di un mese, 9mila euro. Agnello dopo l’arresto è stato trasferito al carcere di Poggioreale.

CRONACA