Nuovo Puc a Castellammare: cancellate 417 case, in via De Gasperi si potranno costruire solo alberghi

Tiziano Valle,  

Nuovo Puc a Castellammare: cancellate 417 case, in via De Gasperi si potranno costruire solo alberghi

I commissari prefettizi cancellano 417 nuove case previste lungo via De Gasperi dal Piano Urbanistico Comunale adottato dalla giunta Cimmino, prima dello scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni della criminalità organizzata. Una scelta politica precisa quella dei commissari: «La fascia costiera, ossia via Alcide De Gasperi non va interessata da nessuna forma di edilizia residenziale pubblica, convenzionata o privata, ma deve assolvere alla funzione prioritaria alberghiero-ricettiva con esclusione di ogni forma di ricettivo residenziale».Il Puc approvato dalla giunta Cimmino prevedeva la realizzazione di 175 nuove case nell’area che spesso ospita il circo in via De Gasperi, 226 nell’ex Cirio e 16 nei Molini Nuova Daunia. Per ogni area, il Comune avrebbe acquisito oltre il 50 per cento della superficie per realizzare servizi per la città, a cominciare dai parcheggi. Con le modifiche apportate dalla triade guidata dal prefetto Raffaele Cannizzaro: o si realizzeranno alberghi o nulla.Una scelta che fa esultare il centrosinistra che si è opposto alla realizzazione di nuove case lungo la costa di via De Gasperi. Ma lascia molti dubbi sul piano dell’attuabilità, alimentando il rischio di far proseguire una paralisi che dura ormai da oltre trent’anni e ha contribuito a impoverire la città.Il recupero della balneabilità di quel tratto di costa e gli investimenti previsti per migliorare i collegamenti della periferia nord con le altre zone della città e i comuni limitrofi potrebbero favorire il processo d’investimenti nel settore ricettivo in quell’area. Ma sull’altro piatto della bilancia pesa il fatto che nessuna delle aree potenzialmente interessate da questo processo (ex Molini Daunia, ex Cirio e area circo) affaccia sul mare e negli anni si sono viste costruire proprio lungo la costa capannoni commerciali e industriali. Senza dimenticare che lungo la stessa via De Gasperi ci sono aree vincolate allo sviluppo industriale come l’ex Avis e l’ex Meridbulloni.Il Comune non ha la forza economica per espropriare le aree (in quella che spesso ospita il circo c’è un vincolo espropriativo che risale a 40 anni fa), l’unica speranza per evitare che quei terreni restino abbandonati per altri 30 anni è che i privati decidano di fare un passo avanti.Non si tratta dell’unica bocciatura al piano adottato dalla passata amministrazione di centrodestra. I commissari prefettizi hanno spazzato via qualsiasi possibile iniziativa privata di edilizia residenziale o di housing sociale, in favore di edilizia pubblica. Ovvero solo il Comune potrà decidere quante case realizzare e dove, da assegnare evidentemente dietro la proposizione di bandi. In questa ottica si partirà dal progetto Pinqua per il rione Savorito, dove con l’eliminazione dell’housing sociale ci saranno abitazioni a sufficienza per garantire le famiglie che alloggiano nei 192 appartamenti esistenti. Il piano, in parte finanziato dal governo, prevede la realizzazione di 277 nuove case.C’è un altro tema: non si potranno costruire nuovi alloggi per finalità turistiche, ovvero case-vacanza o bed and breakfast.Castellammare si candida ad essere dunque la città degli alberghi, indirizzando verso lo sviluppo turistico la periferia nord della città. Un percorso lungo e tortuoso in un’area che oggi è una sorta di minestrone, dove il residenziale esistente si confonde con capannoni commerciali, i pochi opifici rimasti e due grosse aree di sviluppo industriale che rappresentano un’incognita.

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