Alberto Dortucci

Torre del Greco, stuprava la moglie e picchiava i 4 figli: condannato a 7 anni e mezzo

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, stuprava la moglie e picchiava i 4 figli: condannato a 7 anni e mezzo

Torre del Greco. Aveva trasformato un piccolo appartamento della periferia cittadina in una sorta di «prigione degli orrori» per la moglie e i suoi quattro figli. Costretti per circa due anni a selvagge aggressioni, sfociate prima in una denuncia e ora in una condanna esemplare: D.S. – l’orco di 55 anni finito a processo con le accuse di violenza sessuale, lesioni personali e maltrattamenti in famiglia – è stato condannato a 7 anni e mezzo di reclusione e al pagamento di una provvisionale-record di 10.000 euro, in attesa del giudizio civile, alle vittime delle sue angherie.

L’inferno in casa

La sentenza di primo grado è stata firmata dai giudici del tribunale di Torre Annunziata al termine di un procedimento lungo sei anni, durante cui è stato ricostruito il film dell’orrore messo in scena da D.S. e costato circa due anni da incubo alla moglie e ai quattro figli. La donna – assistita dall’avvocato Teresida Carola e costituita parte civile nel processo – a partire dal luglio del 2015 era stata ripetutamente stuprata dal marito. L’uomo non si rassegnava alla fine di una relazione da cui erano nati 4 figli e quando la vittima si ribellava alle sue «avances» il 55enne non esitava a ricorrere alla «maniere forti»: in un’occasione – come messo nero su bianco dal pubblico ministero a capo delle indagini – l’uomo avrebbe addirittura morso la moglie prima sul collo e poi sulla vagina, costringendo la vittima a ricorrere alla cure dei medici dell’ospedale di Boscotrecase. Dove in un’occasione arrivò anche il figlio maggiore della coppia, aggredito con una mazza di scopa e costretto a saltare dalla finestra dell’abitazione per sfuggire all’orco. Ma le violenze, come emerso in aula, non si sarebbero «limitate» solo alle aggressioni fisiche: D.S. avrebbe minacciato la moglie anche sotto il profilo economico, costringendo la donna a non prelevare soldi dal conto corrente per «non passare un guaio». In pratica, un modo per tenere le vittime sempre «assoggettate» alla propria volontà.

La stangata dei giudici

Alla luce del quadro a tinte fosche emerso durante il dibattimento, il collegio presieduto dal giudice Riccardo Sena ha condannato il marito-orco a sette anni e sei mesi di reclusione e al pagamento di una provvisionale da 10.000 euro alle persone offese. Non solo. Al termine della pena, S.D. sarà sottoposto a un’ulteriore misura di sicurezza della durata di un anno.

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