Covid, nuovo boom di contagi in provincia di Napoli: schizzano da 74 a 2.044 al giorno

metropolisweb,  
Crescita esponenziale sul territorio dell’Asl Napoli 3 Sud in 10 giorni. Il dottore Coppola avverte: «Così aumenteranno ricoveri e decessi»

Covid, nuovo boom di contagi in provincia di Napoli: schizzano da 74 a 2.044 al giorno

Torre del Greco. Lo scorso 20 giugno, in tutta l’Asl Napoli 3 Sud, si contavano 74 positivi al Covid. Nella sola giornata di ieri ne sono stati registrati 1.969 e nel corso degli ultimi 11 giorni c’è stato anche il picco di 2.044 positivi che non si registrava dal periodo della terza ondata della pandemia. L’aumento dei casi, ovviamente, viaggia di pari passo a quello del numero di tamponi effettuati a causa della maggiore richiesta di persone che magari hanno anche pochi sintomi. Per fare un esempio, il distretto di Torre Annunziata fino al 20 giugno viaggiava alla media di 40 tamponi al giorno, mentre nella sola giornata del 30 giugno ne ha fatti 500. «Dobbiamo fare i conti con una variante o sotto- variante, come la si vuole chiamare, che è molto più diffusiva e contagiosa», spiega il dottor Antonio Coppola, commissario Asl Napoli 3 Sud per il contenimento del Covid: «È la prima volta che si verifica un incremento dei casi in estate e non ce l’aspettavamo, il virus ci ha sorpresi ancora una volta».

Dottor Coppola bisogna preoccuparsi per questo aumento dei contagi?

«Per la legge dei grandi numeri se ci sono più positivi, ci sono anche più persone che devono ricorrere alle cure ospedaliere. E’ un dato che stiamo già registrando. Nel Covid residence di Portici siamo passati in pochi giorni da 10 a 20 persone assistite e negli ospedali si sono raddoppiati i ricoveri rispetto a qualche settimana fa».

C’è il rischio di vedere ospedali affollati come per le prime ondate di Covid?

«A quei livelli no, ma rischiamo di avere delle difficoltà e dobbiamo prepararci al meglio per il picco che potrebbe verificarsi tra fine luglio e inizio agosto».

Come vi state preparando?

«Stiamo facendo scorte di antivirali, monoclonali e lavorando a un rafforzamento del servizio di telemedicina che ci consentirà di assistere quante più persone possibili a casa. Infine, stiamo cercando di spingere quanto più possibile le quarte dosi».

Come sta procedendo la campagna vaccinale?

«Abbiamo percentuali ancora troppo basse per gli ultraottantenni e i soggetti fragili. Siamo appena al 30 per cento, a causa di una frenata che c’è stata a maggio. Nella Napoli 3 Sud però siamo riusciti ad anticipare questa ondata in tutte le Rsa e nelle case di riposo per anziani. Questo ci sta consentendo, nonostante qualche piccolo focolaio, di superare indenne questa fase».

Bisogna sensibilizzare chi non l’ha ancora fatto.

«E’ fondamentale, perché gli ultraottantenni e i soggetti fragili sono ancora le fasce più a rischio».

Sarà necessaria una nuova dose per tutti in autunno?

«Ci sarà un nuovo vaccino che consentirà di contrastare anche le nuove varianti e molto probabilmente sarà consigliato per tutti gli ultrancinquantenni».

Dottore, è necessario tornare a indossare la mascherina?

«Siamo passati dal super green pass a nessuna restrizione in poco tempo, forse era meglio una via di mezzo. Comprendo la voglia di riprendersi l’estate e di non trascurare le conseguenze economiche, ma almeno nei luoghi chiusi sarebbe importante rispettare il distanziamento e indossare la mascherina. Soprattutto è fondamentale che chi avverte sintomi faccia un tampone ed evitare di stare a contatto con gli altri, qualche giorno di sacrificio evita il moltiplicarsi dei casi».

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