Vivere grazie ai like, quando i social diventano un lavoro

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Si moltiplicano gli esempi del successo economico di pagine e portali nati per hobby

Vivere grazie ai like, quando i social diventano un lavoro

Il progresso tecnologico rappresenta un passo importante per l’umanità, che ha cambiato per sempre il modo di intendere diversi settori della società.

Ad essere maggiormente condizionato è l’ambito del lavoro, sempre più ricco di figure professionali che operano attraverso il digitale.

Sono oramai tantissime le persone che scelgono di lavorare attraverso i social, portando contenuti che vanno dall’intrattenimento all’informazione. In Italia sono nate svariate associazioni di persone unite in un unico obiettivo comune, che hanno deciso di approcciarsi a questo nuovo settore attraverso portali denominati “pagine”.

Caso emblematico è rappresentato da “Nasce, Cresce, Ignora” uno dei portali più famosi dell’intero mondo dei social. Il format nasce da un’idea di Kevin Pirri ed ha raggiunto nel giro di 6 anni più di 500mila followers su Facebook e più di 2 milioni di followers su Instagram. Un risultato del tutto inaspettato che ha portato la pagina ad un altissimo livello.

«È nato tutto per gioco, lo ammetto. Non avevamo alcun programma iniziale. Il nostro unico obiettivo era condividere contenuti e conoscere più persone possibili» spiega Kevin, il quale ha manifestato tutto il suo entusiasmo verso il suo progetto ed i colleghi di cui si è circondato. La pagina è diventata col tempo un agglomerato di contenuti e differenti attività, che ha esteso la propria area di influenza sempre di più. Questa crescita esponenziale ha trasformato quello che poteva essere considerato un hobby in un vero e proprio lavoro. La nascita di collaborazioni, campagne marketing e product placement ha creato introiti considerevoli: «Circa 2-3 anni fa tutto questo ha smesso di essere un gioco, diventando un vero e proprio lavoro retribuito ». Con l’espandersi del brand di “Nasce, Cresce Ignora” è subentrata la necessità di allargare anche la squadra.

Ecco che l’ideatore del format si è circondato di giovani ragazzi che si prodigano per far progredire il lavoro attraverso i social, incrementando il seguito dei portali e creando un gruppo unito e coeso. Si tratta di giovani provenienti da tutt’Italia che stanno cercando di imparare un mestiere moderno, facendo pratica sul campo, proprio come avveniva una volta. Lo stesso Kevin ha affermato che lui ha imparato a fare questo lavoro digitale senza passare per la teoria, ma facendo esperienza diretta sul campo. Una volta acquisite le competenze adatte, ha cominciato a mettersi alla ricerca di collaboratori validi, attraverso colloqui e un metro di giudizio che col tempo si è evoluto. L’avere colleghi capaci, che prima di essere tali sono amici, è il fiore all’occhiello e motivo di orgoglio per Kevin. All’interno della sua numerosa squadra vi sono anche ragazzi campani, i quali cercano di crearsi un avvenire contribuendo allo sviluppo del brand. Nelle fila del team figurano anche ragazzi campani, i quali hanno preso parte alle attività del format e contribuiscono al suo sviluppo: «Nasce, Cresce, Ignora è una grande realtà in cui confluiscono pagine e portali anche diversi.

Il loro punto di forza sta nel lavorare a stretto contatto gli uni con gli altri, così anche chi lavora dietro le quinte si sente parte integrante del progetto» spiega Domenico Scala, uno dei ragazzi che ha superato le fasi dei colloqui ed è diventato parte della squadra. Il ragazzo di Pompei ha affermato di star facendo “gavetta” grazie alla piattaforma. Chiunque voglia far carriera nel digitale viene spesso bersagliato da critiche, talvolta ingiuste. Molto spesso, tutto ciò scaturisce da un certo scetticismo che sfocia in una diffusa disinformazione. Ed ecco che le professioni digitali vengono snobbate perché “non ci si spacca la schiena come in cantiere”.

«Molto spesso realtà come la nostra vengono ignorate o sottovalutate da chi non ne comprende i meccanismi. Ciò a cui aspiriamo è creare un contenuto valido per strappare un sorriso alle persone, perché è questo che ci contraddistingue» sottolinea Domenico. Aldilà di opinioni personali sulle professioni digitali e sul ricambio generazionale che si sta attuando in questi anni, bisognerebbe ricordare che si sta parlando di ragazzi che cercano di crearsi un futuro, che lottano per affermarsi in una società difficile e senza pietà.

I giovani che mostrano dedizione verso un mestiere vanno sempre incoraggiati, perché sono loro che faranno grande il futuro dell’umanità.

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