Castellammare, mancano i chirurghi: pronto soccorso nel caos all’ospedale San Leonardo

Tiziano Valle,  

Castellammare, mancano i chirurghi: pronto soccorso nel caos all’ospedale San Leonardo

Castellammare. Nel pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo non c’è il chirurgo e il paziente che arriva in reparto, magari in codice rosso, non può essere assistito da una figura medica fondamentale, soprattuto se si deve valutare la necessità di un intervento.

La possibile chiusura dell’Ortopedia a Castellammare, invece, priverebbe la struttura sanitaria stabiese di un reparto che – nonostante sia stato depotenziato – solo negli ultimi nove mesi ha fatto contare 200 operazioni di femore e 260 ricoveri.

Sono queste le prime criticità che i sindacati mettono sul tavolo del nuovo direttore generale dell’Asl Napoli 3 Sud, Giuseppe Russo, che ha preso il posto di Gennaro Sosto.

E’ la Fials, guidata dal segretario aziendale Francesco Iovino, a mettere nero su bianco i problemi per cui si aspettano soluzioni dal nuovo manager. «Nel pronto soccorso del San Leonardo non è presente la figura del chirurgo», sostiene subito la Fials ripercorrendo le tappe di quanto accaduto nell’ultimo periodo nell’ospedale di Castellammare.

«Inizialmente si era deliberato i turni a tre dei medici passassero a due dal lunedì al giovedì – spiega il sindacato – Poi invece follemente si è stabilito che vi fosse bisogno solamente della presenza di due medici». Una scelta scellerata secondo la Fials «perché non si è tenuto conto che il pronto soccorso di Castellammare di Stabia è l’unico attivo su un territorio che abbraccia circa 600mila utenti e che l’assenza del terzo medico, vale a dire la copertura della sala chirurgica, mette a serio repentaglio l’incolumità dei pazienti e degli operatori che non possono garantire un’adeguata assistenza».

Per risolvere il problema della carenza di personale nel pronto soccorso spesso si ricorre agli ordini di servizio per medici di altri reparti come Otorino, Cardiologia, Medicina e Chirurgia-Oculistica «ma questo crea solo caos e disordine all’interno dello stesso ospedale», sostiene la Fials che denuncia «siamo al punto di non ritorno – e aggiunge – Serve un intervento urgente, deciso e radicale del direttore generale per trovare una soluzione a questo gravissimo problema assistenziale che si è venuto a creare».

Ad agitare i sindacati anche la possibile chiusura dei reparti di Ortopedia, che riguarderebbe tutti i presidi dell’Asl Napoli 3 Sud, per favorire la creazione di un unico polo specializzato all’ospedale di Boscotrecase. «Il dottor Roberto Cirillo con pochi posti disponibili e sedute in sala operatoria con il contagocce è riuscito dall’inizio del 2022 a oggi a far registrare 260 ricoveri e 200 operazioni di femore – ricorda la Fials – Con questi numeri prevedere solo l’ambulatorio ortopedico è una vera follia».

I sindacati annunciano una battaglia su questo tema, coinvolgendo i sindaci dell’intero comprensorio e le forze politiche «in attesa di una risposta urgente da parte del direttore generale».

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