Alberto Dortucci

L’assessore si scusa, pace fatta Palomba-Gaglione: rientra la crisi a Torre del Greco

Alberto Dortucci,  

L’assessore si scusa, pace fatta Palomba-Gaglione: rientra la crisi a Torre del Greco

Torre del Greco. Si sono rivisti a palazzo Baronale esattamente a 72 ore dal (mancato) golpe in consiglio comunale. E il rabbioso addio urlato dal sindaco Giovanni Palomba all’indirizzo dell’assessore in fuga Felice Gaglione si è trasformato in un insperato perdono per il delegato ai lavori pubblici. A cui sono bastate due scuse e un abbraccio per «salvare» la poltrona da 3.700 euro al mese. Con buona pace del pressing di diversi esponenti della maggioranza per convincere lo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio a disinnescare, una volta per tutte, la «mina vagante» della giunta.

L’aria di montagna

Chi – durante i primi quattro anni di mandato con la fascia tricolore – ha imparato a conoscere il leader della carovana del buongoverno non aveva dubbi: «Se non ha ritirato subito le deleghe a Felice Gaglione, ora non farà nulla – le «previsioni» dei beninformati del Comune – A mente fredda, non avrà mai il coraggio di cacciare qualcuno». In effetti, l’aria fresca respirata durante il week end in montagna ha decisamente spento i «bollenti spiriti» del primo cittadino. Alla seduta di giunta convocata per le 14 – primo «incrocio» dopo il tentato sgambetto in consiglio comunale del gruppo dell’assessore ai lavori pubblici composto da Iolanda Mennella e Carmine Gentile – il sindaco si è presentato con qualche minuto di anticipo, proprio per chiarire la vicenda con Felice Gaglione. L’infermiere dell’Asl Napoli 3 Sud ha provato a ricucire lo strappo, spiegando le proprie ragioni e chiedendo scusa per l’accaduto. Di qui, la scelta di Giovanni Palomba di chiudere entrambi gli occhi e l’ennesima crisi politica all’ombra del Vesuvio.

Il project financing

Eppure, come trapelato tra i corridoi del Comune, dietro lo strappo in consiglio comunale non ci sarebbe una questione di lana caprina. A dispetto del voto favorevole in giunta, il delegato ai lavori pubblici avrebbe voluto «congelare» l’approvazione della convenzione per la pubblica illuminazione con Consip per «valutare » un project financing – ritenuto maggiormente vantaggioso – arrivato a poche ore dalla discussione in aula. Decisamente tardi per un dietrofront.

Malumori tra gli alleati

La decisione del leader della carovana del buongoverno potrebbe, in ogni caso, avere ripercussioni sulla fragile tenuta della maggioranza. Perché diversi alleati già avevano avviato le grandi manovre per l’ultimo rimpasto, facendo i conti su due caselle libere all’interno dell’esecutivo a cui eventualmente aggiungere la poltrona occupata dal presidente d’opposizione del consiglio comunale Gaetano Frulio. Il dietrofront sul ritiro delle deleghe a Felice Gaglione, invece, potrebbe rilanciare la «linea attendista» gradita al primo cittadino e rinviare tutti i discorsi politici al prossimo autunno.

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