Tre auto in fiamme tra Torre Annunziata e Boscoreale: giallo sul movente

Pasquale Malvone,  

Tre auto in fiamme tra Torre Annunziata e Boscoreale: giallo sul movente

Una macchina incendiata a Torre Annunziata in via Gino Alfani, un’altra a Boscoreale in via Settetermini, una terza a Torre nel centro storico. E’ il bilancio di una notte di roghi per una guerra legata allo spaccio. Manca solo la conferma, ma l’incendio che ha divorato una Fiat Punto nel Piano Napoli di via Settetermini è certamente di natura dolosa. Il che aumenta i sospetti, peraltro già fondati, dei carabinieri su quello che potrebbe essere un raid legato allo spaccio di sostanze stupefacenti. E non è la prima volta che il quartiere assiste e subisce intimidazioni di questo genere. Inoltre, la Grande Punto risulta intestata ad una donna già nota alle forze dell’ordine per reati specifici. Una pregiudicata residente nel popolare quartiere. Certo, in questa fase tutte le ipotesi sono al vaglio degli inquirenti, ma la pista di una ritorsione per il controllo del mercato della droga resta quella più accreditata. I fatti risalgono alla scorsa notte, poco dopo le tre, all’interno dell’isolato 12, tra quelli più attenzionati. I primi a intervenire, a seguito di una segnalazione anonima, sono stati i militari dell’Arma della sezione radiomobile di Torre Annunziata, seguiti a pochi minuti di distanza dai vigili del fuoco di Ponticelli. L’auto è andata completamente distrutta, divorata dalle fiamme in poco tempo. Sono in corso accertamenti sulla natura del rogo, ufficialmente ancora incerta. Le indagini sono affidate ai carabinieri della stazione di Boscoreale, agli ordini del comandante Massimo Serra. I riflettori sono puntati sulla vittima del raid, ascoltata ieri mattina dagli inquirenti con l’intento di acquisire elementi utili per far luce sulla vicenda. Il silenzio della “brava” gente non facilita il lavoro delle forze dell’ordine che, in ogni caso, non hanno mai abbassato l’attenzione. Dopo un periodo di calma apparente, la tensione è destinata di nuovo a salire. Dopo i recenti arresti per droga, il quartiere è di nuovo in lotta per il controllo del mercato della droga. Le nuove leve sono ragazzini imberbi dal grilletto facile. Una parola fuori posto, uno sgarro per futili motivi, uno sguardo di troppo: basta poco per accendere la miccia e scatenare l’inferno. ciò che terrorizza – e indigna – è il diffuso impiego delle armi soprattutto tra i giovani. Il Piano Napoli è come una polveriera pronta ad esplodere da un momento all’altro. I timori di una faida tra gang criminali in lotta per la spartizione del quartiere si fanno sempre più concreti: bomba dopo bomba, incendio dopo incendio, stesa dopo stesa. E’ un rione sotto assedio, calpestato da uno sparuto gruppo di criminali che detta legge e semina terrore. Costruito subito dopo il terremoto del 1980, ospita intere famiglie della periferia di Napoli che si erano trovate senza un tetto sopra la testa.

CRONACA