Voto di scambio in Campania, indagato consigliere regionale

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Voto di scambio in Campania, indagato consigliere regionale

Napoli. E’ accusato di avere messo a disposizione 10mila euro per la compravendita dei voti in occasione delle ultime elezioni regionali in Campania, quelle che si sono tenute il 20 e 21 settembre 2020. E’ quanto i carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata, di Cercola e la Procura di Napoli contestano al consigliere regionale Carmine Mocerino, 53 anni, del gruppo “De Luca Presidente”, indagato nell’ambito di una inchiesta sul voto di scambio che vede coinvolti, per un pestaggio ai danni di uno dei “galoppini”, anche personaggi ritenuti legati al clan De Luca Bossa-Minichini del quartiere Ponticelli di Napoli.

Per la compravendita dei voti, oltre che Mocerino, sono indagati anche il consigliere comunale di Cercola Giuseppe Romano, 40 anni, ritenuto referente in loco di Mocerino e colui che avrebbe consegnato i 10mila euro del consigliere regionale a Ciro Bisogni, 47 anni, soprannominato “o’ cecoff”, che davanti a un seggio di Cercola stava reclutando votanti in cambio di soldi; Giuseppe Castiello, 54 anni, nel ruolo di intermediario tra Mocerino e Romano, anche relativamente alla consegna dei soldi e, infine, Pasquale Ariosto, 57 anni, accusato, come Bisogni, di avere offerto e dato i soldi ai votanti davanti al seggio.

Nell’indagine rientra anche il pestaggio (mai denunciato) subìto proprio da Bisogni, il 21 settembre 2020, nell’abitazione dell’indagato Rosario Rolletta, 36 anni, detto “friariello” (collaboratore di giustizia) per mano di alcuni esponenti del clan napoletano dei De Luca Bossa-Minichini che lo ritenevano responsabile di avere acquistato voti senza versare una quota, mille euro, “al sistema locale”. Da alcune intercettazioni contenute nell’ordinanza del gip di Napoli emerge anche che la compravendita dei voti sia stata documentata attraverso dei video. In quella tornata elettorale, sempre secondo gli investigatori, Bisogni non sarebbe stato l’unico, insieme ad Ariosto, ad occuparsi della compravendita dei voti nel seggio di via Aldo Moro a Caravita, nel comune di Cercola.

Però è stato il solo a subire un pestaggio perchè “si era comportato male con il sistema (la camorra, ndr)”, e perchè “aveva chiesto e comprato dei voti (nel rione Caravita, ndr), senza chiedere l’autorizzazione al sistema di Ponticelli (camorra del quartiere Ponticelli di Napoli, cioé il clan De Luca Bossa-Minichini, ndr) e senza avere pagato alcuna tangente”.

Il pestaggio e l’estorsione, dei mille euro, subiti da Bisogni, viene contestata dalla Dda a Pasquale Salvatore Ronza, 33 anni, soprannominato “calimero” (attualmente irreperibile), e a Mario Chiummariello, 34 anni, soprannominato “guappariello”, per i quali il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere. In una delle numerose intercettazioni allegate all’ordinanza con la quale il giudice dispone il carcere per Ronza e Chiummariello, gli interlocutori fanno i nomi di chi ha girato i video (Chiummariello) e anche di uno dei soggetti resosi protagonista della compravendita (non indagato in questo procedimento), pure lui chiamato a rapporto (“dice che hanno mandato a chiamare Tony… e quello gli ha detto che Mocerino ha cacciato 10mila euro…”).

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