Salvatore Dare

Housing, udienza-verità. Il sindaco di Sant’Agnello si rivolge ai costruttori: «Stop ai pagamenti dalle famiglie»

Salvatore Dare,  

Housing, udienza-verità. Il sindaco di Sant’Agnello si rivolge ai costruttori: «Stop ai pagamenti dalle famiglie»

«Invito la ditta a non far pagare nulla agli aggiudicatari fino a quando non vi sarà un verdetto. La mia priorità è rappresentata dal futuro delle famiglie. L’ipotesi di finire a processo? Sono sereno, il dibattimento è la sede adeguata dove poter giungere a una definizione della vicenda». Il sindaco di Sant’Agnello Piergiorgio Sagristani rischia il rinvio a giudizio per l’inchiesta dell’housing sociale. E’ il progetto a cura dell’ingegnere Antonio Elefante che con l’impresa Shs ha realizzato 53 abitazioni in un fondo di via monsignor Bonaventura Gargiulo. Secondo le accuse ci sono state violazioni urbanistiche e gli alloggi non potevano essere costruiti tanto che a più riprese sono scattati gli ordini di sequestro (di cui uno recentemente annullato). Di diverso avviso Sagristani e le altre 14 persone – tra cui Elefante, tecnici privati e comunali oltreché rappresentanti della giunta di ieri e di oggi – su cui grava la richiesta di rinvio a giudizio. Il prossimo 13 luglio dovrebbe esserci la decisione sul possibile avvio del processo al termine dell’udienza preliminare che sarà celebrata dal giudice Fernanda Iannone. Nel contempo è previsto pure l’incidente di esecuzione in cui si valuterà l’istanza di sventare i sequestri degli alloggi (occupati da 34 nuclei familiari). E’ un momento decisivo che arriva dopo che la Corte d’Appello di Napoli ha respinto l’istanza di ricusazione presentata da Elefante nei confronti del giudice Iannone. «Ho piena fiducia nella magistratura – spiega Sagristani – Non ci siamo uniti alla richiesta di ricusazione anche perché riteniamo che il dibattimento potrebbe rappresentare un’opportunità per fare chiarezza: al di là delle ipotesi contestate, sono dell’avviso che nel processo tutte le parti potranno esprimere pareri e sostenerli nel miglior modo possibile. Il mio pensiero è rivolto soprattutto alla sorte delle famiglie che hanno il diritto di sapere se per la magistratura giudicante le case per cui si sono esposte economicamente sono o meno legittime. Io penso sia tutto in regola come già dichiarato». Le accuse, a vario titolo, sono di lottizzazione abusiva, falso e abuso d’ufficio. Sagristani è convinto di aver operato nella legalità: «Sono sereno, l’abuso d’ufficio è un reato ormai quasi depenalizzato ma al di là di questo ribadisco di aver operato con regolarità e trasparenza. Nel caso lo dimostrerò pure nel processo». Nel frattempo c’è il dramma delle famiglie: hanno già sborsato fior di quattrini e diversi aggiudicatari occupano gli alloggi riconoscendo a Elefante un canone fisso che viene decurtato dal saldo per l’acquisto delle abitazioni. Uno scenario che però è legato allo sviluppo giudiziario: si contesta infatti anche la lottizzazione abusiva che, pure in caso di prescrizione, causa la confisca. Dal loro canto gli aggiudicatari hanno informato Elefante di non voler pagare fino a quando non ci sarà chiarezza. Sulla stessa lunghezza d’onda c’è Sagristani: «Chiedo pubblicamente anch’io all’impresa di rinunciare a questi pagamenti – spiega il sindaco – Mi affido alla sensibilità di tutti. Il Comune è anche disponibile a divenire custode giudiziario e ad aprire un conto dove far convogliare questi soldi. Siamo disponibili a fare tutto ciò che è consentito dalla legge affinché si risolva la situazione. Aggiungo pure che disporre uno sgombero non è auspicabile: in Campania, cito dati Legambiente, appena il 2% degli immobili abusivi è demolito con interventi fatti soltanto dopo delle sentenze. Qui invece siamo ancora all’udienza preliminare». Si ritiene che per l’housing era consentita una volumetria di circa 9mila metri cubi (una soglia – rilevò il gip settimane fa – superata con l’ok del Comune). «Spero che si possa consentire alle famiglie di occupare almeno questa volumetria» rimarca il sindaco. Eppure la Procura di Torre Annunziata è dell’avviso che il Comune ha consentito ad Elefante di eseguire un progetto non regolare. Senza dimenticare che il Tribunale del Riesame, confermando il primo sequestro, parlò di «malafede». «A mio avviso non abbiamo violato la legge – conclude il sindaco – Non ci sono stati espropri, si è recuperato un agrumeto, vi è stato un sorteggio pubblico in sala consiliare e sono state realizzate case per i cittadini».

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