Alberto Dortucci

Torre del Greco, irregolarità in consiglio comunale: «Gli atti in Prefettura»

Alberto Dortucci,  
Votazioni-bluff e mancanza di numero legale, affondo dell’opposizione: «Verificare la legittimità della seduta e annullare tutti i provvedimenti»

Torre del Greco, irregolarità in consiglio comunale: «Gli atti in Prefettura»
Il consiglio comunale di Torre del Greco

Torre del Greco. Gli atti dell’ultima seduta del consiglio comunale rischiano di finire (nuovamente) in Prefettura a Napoli. Come annunciato già durante la turbolenta riunione andata in scena la scorsa settimana, infatti, la «minoranza attiva» di palazzo Baronale ha impugnato i provvedimenti approvati dall’amministrazione comunale targata Giovanni Palomba – a partire dalla manovra-record da 15 milioni di euro – per le evidenti illegittimità registrate nel corso dello svolgimento dei lavori. Chiedendo di annullare, in caso di accertata violazione delle norme, le «delibere della discordia».

Il primo affondo

Neanche il tempo di rimettere piede in municipio e presidente dell’assise Gaetano Frulio – costretto a disertare l’ultima adunanza del consiglio comunale per motivi di salute – si è visto recapitare una lettera degli «amici» dell’opposizione Luigi Caldarola, Vittorio Guarino, Vincenzo Salerno e Santa Borriello. Due paginette in cui i quattro esponenti della minoranza riassumono le anomalie evidenziate già in presa diretta al «facente funzione» Pasquale Brancaccio, tutte ignorate o respinte al mittente. «Si invita il presidente del consiglio comunale a verificare con la segreteria generale del Comune la legittimità dello svolgimento dei lavori e a considerare l’eventualità di non dare immediato seguito agli atti approvati in aula», la richiesta messa nero su bianco dai quattro firmatari della missiva.

I punti-chiave

Tre le obiezioni sollevate da Luigi Caldarola & company sul «resoconto verbale» dell’ultima riunione dell’assise. In particolare – cerchiata in rosso all’interno della missiva – la questione relativa alla mancanza del numero legale necessario a rendere valida la votazione-chiave della seduta. Al momento del voto, infatti, la maggioranza era praticamente tutta fuori dall’aula – compreso il sindaco Giovanni Palomba – e solo in parte sarebbe riuscita a rientrare in tempo per l’approvazione dell’atto.

Gli scrutatori-fantasma

Altro «vulnus» della seduta sarebbe legato agli scrutatori – Romina Stilo, Ciro Accardo e Vittorio Guarino – nominati a inizio riunione dal capo dell’assise Pasquale Brancaccio: «Vittorio Guarino, uno degli scriventi, non ha partecipato all’adunanza a partire dalla delibera numero 241 – si legge nella missiva – senza mai essere sostituito nella qualifica di scrutatore, privando le votazioni di legittimità sulla verifica numerica». Errori tali da inficiare – secondo l’opposizione – i lavori del consiglio comunale su cui si dovranno ora pronunciare prima Gaetano Frulio e poi il prefetto di Napoli, a cui sarà inviata una corposa relazione su quanto accaduto a palazzo Baronale.

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