Castellammare. Case popolari occupate da abusivi, bloccati gli sgomberi

Tiziano Valle,  

Castellammare. Case popolari occupate da abusivi, bloccati gli sgomberi

C’è una procedura avviata nel 2018 e poi andata avanti a singhiozzo, soprattutto a causa del Covid, fino a settembre 2021, che adesso giace nei cassetti di Palazzo Farnese da 9 mesi. E’ quella relativa alle occupazioni abusive di alloggi popolari. Un censimento che aveva consentito inizialmente al Comune di Castellammare di Stabia di accertare che 125 famiglie occupavano senza alcun titolo alloggi popolari e soprattutto di registrare che al termine ultimo per la domanda di sanatoria (il 30 giugno 2021), solo 71 famiglie provarono a chiederla. Per tutti gli altri occupanti abusivi si è rimasti nel limbo, perché con tutta probabilità si dovrebbe avviare la procedura per gli sgomberi, necessari per ristabilire la legalità e soprattutto dare risposte a quelle famiglie che avrebbero diritto ad avere un alloggio popolare, ma se lo vedono negato da chi lo occupa al loro posto senza alcun titolo. Il punto è che ad oggi le procedure di sgombero procedono a rilento (è stata eseguita solo una in via Pergola) e non si ha nemmeno più traccia del procedimento che avrebbe dovuto ripristinare la legalità a Castellammare anche in quartiere come il Savorito e l’Acqua della Madonna.Ritardi che rischiano di vanificare il lavoro avviato dall’ex assessore al Bilancio, Stefania Amato, che assieme agli uffici comunali aveva proceduto a un censimento su tutti i beni di proprietà del Comune.La task force istituita per chiarire quanti fossero gli abusivi da sgomberare comincia il suo lavoro nel 2019 dal rione Savorito, uno dei quartieri più a rischio sotto questo punto di vista. Per 189 alloggi popolari presenti nel quartiere vengono presentate appena 40 richieste di sanatoria, dopo l’avviso pubblicato dal Comune. Le verifiche avrebbero dovuto chiarire se gli altri appartamenti erano vuoti, occupati da famiglie che avessero ancora la possibilità di sanare la loro posizione oppure dovessero lasciare gli appartamenti.Per comprendere la delicatezza di questo lavoro basta pensare che non avrebbero potuto sanare la loro posizione, gli occupanti abusivi che hanno condanne penali passate in giudicato per delitti non colposi. Ma del risultato degli accertamenti, fino ad oggi, non si ha traccia.Secondo i calcoli del Comune su 304 alloggi di proprietà di Palazzo Farnese, almeno 125 sono stati occupati abusivamente nel corso degli anni. E a questi bisogna aggiungere quelli delle palazzine Iacp.All’avviso pubblico (scaduto a giugno 2021) solo 71 famiglie presentano richieste di sanatoria, ma 21 istanze vengono scartate. Tra queste ci sono 11 domande per le quali è possibile rimediare con integrazioni documentali (mancava la fotocopia della carta d’identità, piuttosto che della tessera sanitaria o dell’Isee in corso di validità); per altre 8 arrivate fuori termine massimo, il Comune avrebbe dovuto inviare gli atti alla Regione Campania per eventuali proroghe dei termini; per le ultime 2, relative a un appartamento in via Pergola e un altro in via Venezia, i documenti vengono inviati all’Acer (Agenzia Campana Edilizia Residenziale), proprietaria dei due alloggi, perché secondo i funzionari comunali non si può procedere con la sanatoria. Lo sgombero di via Pergola è stato eseguito.Ma del destino degli occupanti abusivi a rischio nel rione Savorito e all’Acqua della Madonna, al momento non se ne sa nulla.

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